Galko anello debole del Governo slovacco?

Il neo Ministro della Difesa Lubomir Galko (Libertà e Solidarietà / SaS) non ha avuto un attimo di pace da quando si è insediato, anzi da  quando è stato fatto il suo nome dal presidente del suo partito Richard Sulik. Ancora da candidato infatti fece storcere il naso al neo Premier Iveta Radicova quantomeno per l’insufficiente conoscenza di Galko della lingua inglese, e l’ha “rimandato a Ottobre”, dandogli tempo fino all’autunno per presentare un certificato di lingua inglese aggiornato e credibile. Dopo di che il Premier deciderà che fare, anche considerando il lavoro di Galko dei primi mesi. La mancanza di esperienza di Galko nel settore Difesa, e in generale il suo profilo professionale, hanno poi fatto parlare molto i media, e attirato critiche dall’opposizione. Pare che Galko infatti abbia lavorato come programmatore di computer e come direttore alla catena di supermercati alimentari Kaufland, prima di creare la propria catena di vendita alimentare al minuto Dona DN. Ma la sua esperienza con l’Esercito slovacco si limita a cinque mesi di servizio di leva.

Durante il dibattito parlamentare sul Manifesto del Governo, la scorsa settimana – e ancora ieri – Galko è stato più volte attaccato da vari esponenti del maggior partito di opposizione, Smer-SD, per aver messo in pericolo la sicurezza nazionale e aver minato la credibilità della Slovacchia come membro Nato. E sono andati a nozze perchè il Ministro ha mostrato di avere i nervi scoperti, di essere in qualche modo l’anello debole del Governo, risentendosi e offendendosi per le critiche.

Il fatto è che Galko aveva nominato alla guida del Servizio di Intelligence militare (VSS) Milan Hudec, che pure aveva lavorato una decina di anni nei Servizi facendovi carriera, ma senza però aver  presentato un valido nulla-osta di sicurezza. Hudec era stato prontamente sospeso quando l’ufficio preposto aveva scoperto la non limpidezza del certificato in questione, ma nel frattempo, accusava l’ex Premier Robert Fico, Hudec aveva avuto modo di conoscere la struttura dei Servizi e le persone sotto copertura, dunque la sicurezza nazionale poteva essere compromessa. L’ex Presidente del Parlamento Pavol Paska aveva chiamato Galko un “dilettante”, all’italiana, ricordando l’incompetenza del Ministro e il suo approccio “naive”, e sottolineando la sua incapacità di «sopportare la minima pressione. Dato che la persona è emotivamente instabile e traballante, sono curioso di vedere la sua reazione una volta che si trova davanti ad una situazione grave», aveva detto Paska. Galko si era naturalmente offeso per la cosa, ma subito dopo l’ex Ministro degli Interni Robert Kalinak correggeva: non dilettante, ma impostore, o truffatore. Questi sono i termini più appropriati, ha detto Kalinak, e il modo in cui l’intera questione è stata trattata mostra come Galko non abbia la più pallida idea delle sue responsabilità quale capo della Difesa nazionale.

Al che Galko avrebbe detto che «meglio impostore che un uomo che ha paura», e lasciando la Commissione di controllo dei Servizi militari ha osservato che «qualcuno qui sta diventando molto nervoso».

(Pierluigi Solieri)

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