Mogherini prepara il trasloco in UE con la sua rivoluzione: «più unione e meno peso ai governi»

mogherini_(@Italia2014.eu)

La rivoluzione di Federica Mogherini al Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) comincerà con un trasloco, breve ma simbolico. Il nuovo alto rappresentante per la Politica Estera ha deciso che il suo ufficio principale sarà a palazzo Berlaymont, nella Commissione Ue di cui è vicepresidente, e non al sesto piano di Rondpoint Schman, dove invece lavora la Lady Pesc uscente, Cathy Ashton.

Questione di pochi metri pesantissimi, visto che per le regole non scritte dell’universo Bruxelles da un lato si sta con la Comunità e dall’altro si è più vicini ai governi.

L’idea diffusa è che l’inglese abbia volato basso proprio per essersi legata troppo alle capitali. Federica Mogherini non vuole ripetere l’errore. Per fare da ponte fra governi e istituzioni e coordinare ogni politica è certa di dover lavorare nel gruppo.

«Una buona Commissione, molto politica», ha detto a caldo il ministro degli Esteri. L’accoglienza ufficiale del presidente Junker è stata generosa, non tanto per la definizione di “ultracompetente”, quanto per aver sottolineato con malizia di non essere sorpreso dalle qualità dell’italiana «quanto da certi commenti che hanno accompagnato la sua candidatura». Acqua passata, a quanto sembra. Fra le voci di corridoio sono spariti i mugugni sul nome della futura Lady Pesc che, a fine ottobre, dovrebbe agevolmente ottenere la fiducia del Parlamento europeo. Solo a quel punto, si apprende da fonti varie, lascerà il suo incarico nel governo Renzi. Questione di rispetto per gli eurodeputati.

I contatti con i parlamentari sono stati frequenti. Ha visto l’amico Schulz, presidente dell’assemblea, e il presidente della commissione Esteri, Elmar Brok, tedesco vicino a Frau Merkel, un duro che ancora a inizio luglio aveva confessato dubbi sulla candidatura italiana. Lei ha reagito con metodo. L’audizione in Commissione ha creato un clima positivo, riferiscono più fonti. La navigazione s’annuncia tranquilla.

Il decollo sarà il 1° novembre, giorno di Ognissanti. Quella di Federica Mogherini, 41 anni, romana, è una vicepresidenza prevista dai Trattati, l’unica scelta dai leader. Lei vuole interpretarla mettendosi nel cuore della Commissione, nell’ambito della quale intende sfruttare tutte le sue prerogative. Dialogo internazionale, dunque, ma soprattutto coordinamento.

Sotto il cappello da diplomatica finiscono in un modo o nell’altro i commissari responsabili per cooperazione, clima/energia, trasporti, commercio estero, migrazioni, vicinato/allargamento. Secondo fonti italiane, la parola allargamento è ricomparsa proprio al termine di un intenso incontro con Juncker che non la voleva. Compito difficile in tempi difficili. Molto dipende dagli umori e dai desideri delle capitali. La risposta è l’integrazione nella Commissione, piena, sancita dalla presenza del capo di gabinetto di Lady Pese alle riunioni settimanali preparatorie del collegio e da colloqui mensile di coordinamento fra commissari. Più missioni delegate quando necessario, anche a ministri nazionali, perché la “Vipì” intende esserci il più possibile, per seguire i dossier dalla nascita.

Ashton non l’ha mai fatto. Mogherini prova a cambiare la storia ripartendo da Palazzo Berlaymont.

(Fonte aise)

Foto Italia2014.eu (Farnesina Press)

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