Figel ripropone l’abrogazione delle amnistie di Meciar. 60 deputati sono con lui

jan_figel (foto_vlada.sk)

Oltre 60 deputati sostengono la proposta del leader KDH Jan Figel abrogare le cosiddette amnistie di Meciar. Sebbene non ancora ufficialmente formulata – dovrebbe essere redatta entro la fine della settimana, la proposta è contenuta in una lettera del vicepresidente del Parlamento Figel rivolta ai colleghi. Se portata a termine, l’abrogazione delle amnistie potrebbe finalmente dare modo alla giustizia di prendere le giuste misure nei confronti degli autori dei reati commessi nell’agosto 1995.

Figel afferma nella missiva che l’arresto dei procedimenti penali ha violato la certezza del diritto in Slovacchia. Lui si è detto lieto di vedere che c’è un ampio sostegno da parte dei membri dell’opposizione sul contenuto della sua proposta.

Se tutti i sessanta parlamentari firmassero la proposta legislativa, si tratterebbe di un record nella recente storia parlamentare del Paese, ha ammesso Figel. Sta ora al partito di maggioranza Smer-SD di scegliere se sciogliere le mani della giustizia o consentire di mantenere questo caso di flagrante abuso del potere statale, ha detto il capo dei cristiano-democratici, ricordando che anche il Premier Fico ha definito le amnistie “una fogna morale”. Fico, tuttavia, ha anche detto che l’abrogazione andrebbe contro lo stato di diritto.

KDH ha tentato numerose volte, l’ultima nel dicembre 2012, di abolire le amnistie concesse dall’allora Presidente della Repubblica ad interim Vladimir Meciar. Già fondatore del partito HZDS (Movimento per una Slovacchia democratica) e Primo ministro, Meciar, signore indiscusso per un decennio della politica slovacca, concesse l’indulto ai presunti autori del sequestro del figlio del primo Presidente della Slovacchia indipendente, Michal Kovac jr, che fu portato in incognito fuori del Paese, in Austria, per alcuni giorni.

Secondo gli investigatori l’azione era stata organizzata dall’allora capo del servizio di intelligence slovacco SIS, Ivan Lexa, salvato dalla concessione dell’amnistia. Lexa è stato il latitante più ricercato della breve storia slovacca, accusato di diversi casi di gravi forme di criminalità, tra cui sequestro di persona, sabotaggio, furto, tradimento, abuso di potere e altri crimini, negli anni più bui della repubblica. Fu inoltre accusato di aver ordinato nel marzo 1996 un assassinio al capo della malavita locale Miroslav Sykora per evitare la sua testimonianza sul rapimento di Kovac jr.

Per poter cancellare i condoni è necessaria in Parlamento una maggioranza costituzionale di almeno 90 deputati, cosa impossibile se Smer non decide di appoggiare la proposta.

E Smer non avrebbe intenzione di cambiare posizione e di sostenere tentativi di abrogazione. Lo ha detto Jana Lassakova, alto funzionario del partito e vicepresidente del Parlamento. «Erano immorali, ma il Presidente [ad interim Vladimir Meciar – ndr] aveva il diritto di concederle», ha detto ieri.

(La Redazione)

Foto: Jan Figel, vlada.gov.sk

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