Onu, vertice sul clima. Ki-moon scuote i leader mondiali

clima-terra_(geralt@pixabay)

Al Segretario generale dell’ Onu Ban Ki-moon va riconosciuto di essere rimasto fedele alla sua convinzione che la lotta al cambiamento climatico richiede di mettere «tutte le mani sul tavolo» e, rafforzato dal successo della People’s climate march e dalle manifestazioni che continuano anche oggi a New York, dove gruppi ambientalisti hanno bloccato con un sit-in l’ingresso di Wall Street per protestare contro il “Big Business”, Ban si presenterà oggi  ai leader politici ed economici  mondiali per cercare di ottenere risultati da un vertice che ha l’obiettivo di aumentare l’ambizione climatica, mobilitare le risorse e sbloccare un accordo universale sul clima universale.

Al summit sul clima voluto da Ban sono attesi più di 120 capi di Stato e di governo che dovrebbero dire come pensano di arrivare ad un accordo alla Conferenza delle parti dell’Unfccc che si terrà nel 2015 a Parigi, ma anche come intendono ridurre le emissioni nei loro Paesi, migliorare la resilienza al cambiamento climatico e  mobilitare i finanziamenti molto promessi ma poco arrivati per l’azione climatica.

Intervenendo alla vigilia del summit alla “Climate Week New York City”, Ban Ki-moon ha ricordato che «Il momento di agire è ora. Questo è ciò che la gente in marcia a New York, ci ha chiesto ieri. È quello che vedremo domani al vertice sul clima, che arriva poche ore dopo che 300.000 persone sono scese in piazza a  Manhattan per chiedere misure impegnative per frenare gli impatti dei cambiamenti climatici. Il cambiamento climatico è la questione determinante del nostro tempo. Abbiamo bisogno di tutte le mani sul tavolo. Abbiamo bisogno di una visione chiara, ancorata nell’ambito di azioni nazionali e multinazionali, per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di due gradi Celsius. Il mondo deve vedere quali opportunità ci sono per ridurre le emissioni di gas serra e nel fornire fonti di energia sostenibili. Vedendo che ciò è possibile, altri possono trovare ispirazione e seguire l’esempio. Conto su di leader in tutto il mondo, su  tutti i settori della società, per dare l’esempio e promuovere le azioni e le idee coraggiose e la forte visione e volontà politica di New York».

Il vertice di oggi si terrà 14 mesi prima della Cop Unfccc di Parigi, l’ultima chiamata utile per raggiungere un accordo globale sul clima. Il Vertice di New York è stato progettato come un meeting molto diverso, che metta particolare attenzione alla promozione sia di una visione a lungo termine che alle azioni immediate per realizzare un mondo low-carbon e resiliente.

Ada aprire il vertice Onu sul clima sarà un film prodotto da Lyn Lear e narrato da Morgan Freeman. Po Ban parlerà ai delegati delle sue aspettative e della strada da percorrere verso a giustizia climatica. Alla cerimonia di apertura parteciperanno anche il sindaco di New York Bill de Blasio, il presidente dell’Intergovernmental Panel on Climate Change Rajendra Pachauri, l’ex vice-presidente Usa Al Gore e gli attori Li Bingbing e Leonardo DiCaprio. A parlare a nome della società civile che in questi giorni marcia e protesta in tutto il mondo sarà Kathy Jetnil-Kijiner, una cittadina delle  Isole Marshall, che è stata  selezionata attraverso un processo aperto gestito dall’ UN Non-Governmental Liaison Servic.

Ma alla viglia del summit è venuto un altro allarme da , Margareta Wahlström, rappresentante speciale per il clima e la riduzione del rischio di catastrofi naturali del segretario generale dell’Onu, che ha detto che «Le catastrofi causate da eventi meteorologici estremi saranno la nuova norma, se la lotta contro i cambiamenti climatici non viene rapidamente rafforzata».

Secondo la Wahlström « I Capi di Stato devono prendere degli impegni a livello nazionale per attenuare I rischi di catastrofe e per assicurare l’adattamento alla nuova realtà e speriamo che I loro annunci includano degli impegni nel campo della riduzione dei rischi di catastrofi».

La Wahlström è convinta che «La moltiplicazione degli eventi meteorologici estremi nel mondo dovrebbe contribuire a rafforzare la determinazione ad agire dei Capi di Stato e di governo e delle imprese che partecipano al summit dell’Onu».

Intanto, mentre il mondo marciava per il clima ed i leader volavano a New York, la capitale delle Filippine, Manila, è di nuovo colpita dalle inondazioni provocate dalla tempesta tropicale Fung Wong, che ha costretto 200.000 persone ad abbandonare le loro case.

Ban Ki-moon, tornando alla Marcia sul clima alla quale ha partecipato, ha fatto notare che «Sempre più gente prende coscienza dell’esistenza dei cambiamenti climatici e del modo in cui colpiscono le comunità e le economie nel mondo» e ha concluso: «Le misure che prendiamo oggi serviranno ad aprire la strada  verso maggiori opportunità, di prosperità e di dignità  per ognuno in tutto il mondo. E’ per questo che dobbiamo rilanciare la dinamica politica per concludere un accordo universale sul clima a Parigi nel 2015. Dobbiamo assicurarci che tutti i Paesi abbiano accesso alle risorse finanziarie ed agli investimenti necessari per rafforzare la resilienza».

(Fonte Greenreport.it)

Immagine geralt@pixabay

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