Ucraina: giù l’uniforme, su la cravatta. I combattenti si travestono da politici

ucraina_(wikimedia)

Il futuro dell’Ucraina sembra sempre più strettamente legato ad un complicato binomio politico-militare. L’evoluzione della tregua e la legge sull’autonomia del Donbass, insieme alla firma dell’accordo di associazione con l’UE, sono i principali argomenti che rimbalzano tra Kiev, Mosca, Bruxelles e Washington. A Kiev intanto sta già decollando la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento che sarà chiamato a dare risposte significative a questioni che riguardano la ricostruzione economico-politica del paese, la ricomposizione del suo tessuto sociale e la collocazione dell’Ucraina a livello internazionale, ma anche gestire e limitare l’influenza delle semi-autonome strutture militari e paramilitari create per far fronte alle esigenze della tanto discussa Operazione anti-terrorismo (ATO).

Quanti sono i battaglioni?

Appena qualche giorno fa il portale ucraino Slovo i Dilo (Parola e Fatti) ha pubblicato una lista aggiornata di tutti i gruppi paramilitari che hanno preso parte all’attività militare nel Donbass. Dalla ricerca condotta risultano attivi sul territorio del paese ben 35 battaglioni ai quali si vanno poi ad aggiungere le formazioni del Corpo ucraino di Volontari, braccio armato di Praviy Sektor.

A partire dallo scorso aprile, dal punto di vista giuridico, sono stati creati quattro tipi di unità paramilitari. Il primo è rappresentato dai Battaglioni per la difesa territoriale, che hanno come principale compito la difesa degli obiettivi strategici e rispondono, in linea teorica, all’autorità del Ministero della Difesa. I Battaglioni di destinazione speciale sono il secondo tipo di corpo paramilitare, sottoposti all’autorità del Ministero degli Interni hanno come obiettivo il mantenimento dell’ordine pubblico e il pattugliamento. Questi due tipi di unità sono teoricamente composti da volontari con un certo livello di esperienza in campo bellico e ogni battaglione conta un numero variabile tra le 300 e le 500 persone.

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Foto Wikimedia

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