Gli ergastolani slovacchi spostati in carceri meno rigide, più a contatto con gli altri detenuti

Leopoldov, il carcere slovacco nel 1950

In seguito alle raccomandazioni formulate dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti, che si occupa dei diritti dei detenuti nei paesi dell’UE, la Slovacchia ha deciso di ampliare la gamma di strutture carcerarie che possono ospitare i condannati all’ergastolo.

Fino ad oggi i prigionieri incarcerati a vita possono scontare la pena solo a Leopoldov (nella regione di Trnava) e a Ilava (nella regione di Trencin). Ma d’ora in poi i condannati potranno essere inviati anche nei carceri di massima sicurezza di Banska Bystrica e Ruzomberok (nella regione di Zilina), che già soddisfano tutti gli standard per imprigionare gli ergastolani. Una caratteristiche che eviterebbe adeguamenti costosi e spese supplementari. Inoltre, secondo il Comitato questi prigionieri dovrebbero progressivamente essere mescolati con detenuti che hanno commesso reati meno gravi.

Secondo le informazioni raccolte dal quotidiano Pravda, già dall’inizio di quest’anno un certo numero di detenuti condannati per crimini violenti sono stati trasferiti a Banska Bystrica da altre carceri di massima sicurezza, altri starebbero arrivando. Oggi sono 41 i detenuti condannati all’ergastolo ospitati nelle carceri di Ilava e Leopoldov.

(Red)

Foto: il carcere di Leopoldov nel 1950

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