Harabin denuncia alla Procura il tentativo ‘illegale’ della verifica ministeriale

Dopo settimane di scaramucce, è notizia di ieri che la Corte Suprema ha presentato una denuncia penale all’ufficio del Procuratore generale per il tentativo del Ministro delle Finanze Ivan Miklos di eseguire quel che a parere della Corte è un controllo illegittimo. Il presidente della Corte Suprema Stefan Harabin nega da due settimane a funzionari delle Finanze di effettuare un controllo dei conti della Corte, argomentando per iscritto al Ministero che l’unico organo che ha il potere di controllo della Corte Suprema è l‘Ufficio supremo di controllo (NKU), dato che la Corte utilizza fondi approvati dal Parlamento. Finora sono stati fatti quattro tentativi di effettuare l’audit senza successo. Nel frattempo, il Ministero ha deciso di infliggere multe di 33.000 euro alla Corte e di 1.000 euro ad Harabin per bloccare i controlli. Miklos ha detto che il controllo sulla spesa pubblica è di competenza del suo Ministero, e nemmeno la Corte Suprema può scegliersi quale organismo la possa controllare. Il Ministero ha svolto in passato simili verifiche presso la Corte Suprema, nel 2007 e nel 2009.

Anche l’Ombudsman (difensore civico) slovacco Pavel Kandrac, che Harabin aveva tirato in ballo giorni fa quando si disse disponibile ad incontrare il Ministro Miklos soltanto in presenza sua e del Procuratore generale Trnka, ha confermato che è “diritto sovrano” del Ministero fare l’audit presso la Corte Suprema, dunque non vede la necessità di partecipare a tale incontro. In ogni caso vedrà che fare solo quando riceverà un eventuale invito ufficiale.

(Fonte TASR)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google