UE: Tutti gli uomini del Presidente – che vengono da Est

Nella nuova Commissione Ue è stato ampio spazio e pesanti deleghe ai politici dell’Europa centrale e baltica. I motivi: la “nuova” Europa ha finito il rodaggio e s’è dimostrata affidabile per Angela Merkel.

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Stavolta l’Europa centro-orientale s’è ritagliata un ruolo di primo piano nella Commissione europea. Balza inesorabilmente agli occhi la differenza con la precedente, la seconda guidata da José Manuel Barroso, dove solo due vicepresidenti venivano dall’Est: lo slovacco Maros Sefcovic e l’estone Siim Kallas. Quest’ultimo, con i trasporti, aveva assieme al polacco Janusz Lewandowski – suo il bilancio – il portafoglio di spessore maggiore, tra quelli concessi ai politici della “nuova” Europa.

Nella squadra di Jean-Claude Junker, invece, i vicepresidenti sono quattro e le deleghe pesanti diverse. Euro, energia, giustizia, mercato interno e trasporti sono andati rispettivamente al lituano Valdis Dombrovskis, alla slovena Alenka Bratusek, alla ceca Vera Jourova, alla polacca Elzbieta Bienkowska e a Sefcovic, che conferma la sua presenza a Bruxelles, anche se perde la vicepresidenza. La assumono, però, Dombrovskis e Bratusek, che avranno come omologhi la bulgara Kristalina Georgieva e l’estone Andrus Ansip. La prima al bilancio, il secondo al mercato digitale.

Insomma, lo scatto in avanti, a cui si deve aggiungere la nomina di Donald Tusk come Presidente del Consiglio europeo, è significativo. L’Est è salito sul ponte di comando.

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Foto EPPOfficial@Flickr

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