TTIP: ti importa cosa mangi?

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Io non so se per te è importante. Non so se ci pensi mai, se ti è mai capitato, se stai iniziando ora a pensarci o se inizierai dopo aver letto questo articolo.

Per me è importante quello che mangio. Ancora più importante è quello che do ai miei figli.

Mi interessa sapere, di un cibo, da dove viene, come è fatto, se è biologico o meno, quanta strada ha fatto per arrivare in mano mia, chi l’ha lavorato, come… Molte cose in effetti.

Eh sì, sono un rompipalle.

Sono uno di quelli che trovi in supermercato, per quanto cerchi di frequentarli raramente, davanti agli scaffali a leggere tutte le righe degli ingredienti di un prodotto: provenienza, confezionamento e che, alla fine spesso li lascia lì. Chissà cosa penserebbero di me i commessi del film “Clerks”.

In ogni caso a me importa.

E se c’è una cosa di cui posso essere in effetti contento, in questo caso, è di vivere in Italia.

In Italia, nel settore della tutela del consumatore e della produzione di qualità, siamo assolutamente al top nel mondo. I nostri migliori prodotti agricoli come olii, vini, prodotti tradizionali, esistono proprio grazie alle leggi ed ai regolamenti restrittivi fatti rispettare nel migliore dei modi.

E’ una delle nostre più grandi ricchezze. Una delle ultime se vogliamo. Una di quelle ricchezze che fanno la differenza con gli altri paesi. Quindi, mi importa.

Pare che invece tutto ciò non importi a chi ci governa. O, quanto meno, non importa di sicuro a livello europeo.

Forse ne hai sentito parlare… Più probabilmente no, dato che è un tema che può’ essere noioso. In TV è difficile spiegarlo, e su Facebook è difficile notarlo nelle bacheche in mezzo a gattini e a secchi d’acqua con il ghiaccio.

Sto parlando del TTIP, ovvero trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico (hey, stai già sbadigliando?).

Magari ti interessa di più se lo dico così: a fronte di vantaggi nulli in seguito a questo trattato, in compenso lavoreremo peggio, mangeremo cibi meno sani e vivremo in un ambiente meno pulito. Tutto ciò per favorire qualche miliardario, che miliardario lo era anche prima.

Interessa?

Allora sappi che, con questo trattato, se ti piace la bistecca alla fiorentina, potrebbe arrivare una azienda USA che fa crescere i manzi con anabolizzanti ed antibiotici, in molto meno tempo che non naturalmente, e se ora non può venderteli grazie alle leggi italiane, dopo questo trattato potrebbe farlo. E se l’Italia lo vietasse, tale azienda ci potrebbe fare causa. E nel caso vi sia una disputa tra lo stato ed una multinazionale, questa non sarà costretta a rivolgersi ai tribunali dello stato nazionale, bensì ad un arbitrato internazionale. Gli “arbitri” attualmente sono una cinquantina in tutto. Come si diventerà poi arbitro del TTIP?

Potrebbero venderti prodotti OGM. Potrebbero venderti polli sbiancati al cloro. Potrebbero vendere vini edulcorati. Potrebbero vendere insaccati invecchiati artificialmente. Olii colorati.

Ti importa?

Inoltre sappi che questo “trattato” è formalmente segreto, e non consultabile fino alla sua stesura finale, e alla sua approvazione da parte dei deputati europei, a cui verrà chiesto “si, o no” senza che lo abbiano letto, dovendosi affidare alla commissione preposta.

Ti importa?

Per quanto riguarda l’ambiente, il principio è lo stesso. Oltre ad indebolire le normative fondamentali sull’ambiente, che dovranno allinearsi a quelle Usa, vi sarà un’inversione dell’onere della prova nel settore chimico o ambientale (come il Fracking): “Non inquino, o creo danno, fin quando tu, Stato, non lo dimostri”. Ora, in Europa, è il contrario: è l’industria che deve dimostrare che non si inquina.

Ti importa?

Il nocciolo del trattato quindi non è la diminuzione delle tariffe, già quasi nulle, bensì l’eliminazione delle “barriere normative” che limitano profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali.

E’ la globalizzazione, bellezza.

Siamo quindi disposti ad abbandonare i nostri livelli di qualità alimentare, la sicurezza ambientale produttiva, la nostra eccellenza, il nostro essere Italia, per scontrarci ed essere schiacciati dai Golia dell’alimentazione massificata a basso costo?

E di farlo in cambio di nulla?

Io dico di no.

E a te, importa?

(Fabio Vianello, via http://it.OpinionsPost.com)

Foto campact@flickr

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