Governo: nessuna decisione sul veto alle sanzioni contro la Russia. Per ora

governo slovacco

Ieri mercoledì 3 settembre si è tenuta una riunione del Consiglio economico e sociale (il cosiddetto Tripartito con le parti sociali – governo, datori di lavoro e sindacati)per discutere delle programmate nuove sanzioni dell’Unione europea contro la Russia. Malgrado le minacce del Premier Fico, fatte presente anche a Bruxelles nel weekend, sul possibile veto della Slovacchia a un ulteriore inasprimento delle misure economiche contro Mosca, sia al Consiglio economico che subito dopo alla riunione settimanale del Consiglio dei Ministri, non è stata presa alcune determinazione o presa di posizione chiara su come il Paese intende comportarsi. Tanto che la conferenza stampa prevista dopo la riunione di gabinetto è stata alla fine cancellata per emettere una stringata nota ad uso della stampa, in attesa che la Commissione europea renda noti i termini del progetto di sanzioni da sottoporre ai leader dei 28 Stati membri.

Il dibattito tra i ministri slovacchi proseguirà oggi, in una riunione straordinaria prevista per le 14:00 presso il Palazzo del Governo, con sul tavolo la lista delle merci trasmessa ieri dalla Commissione europea che saranno colpite dal divieto di esportazione in Russia. L’intenzione del Premier Fico è di consultarsi con le aziende danneggiate da tale bando.

Il Ministro dell’Economia Pavol Pavlis ha dichiarato che il governo deve proteggere innanzi tutto gli interessi degli imprenditori e datori di lavoro slovacchi. Possiamo perdere ordini e contratti, ha detto Pavlis, e le aziende slovacche si dovranno cercare nuovi mercati, magari in altri continenti.

Un comunicato emesso ieri dalla Federazione dei datori di lavoro (AZZZ, la confindustria locale) e firmato dal suo vice presidente spiega che ad essere colpiti dalle nuove sanzioni saranno non solo sugli imprenditori, ma tutti quanti. D’altro canto, si dice anche che la Slovacchia deve valutare attentamente la propria posizione, e se “assume una posizione che non è coerente con le politiche dell’UE, come sarà vista dai paesi che sono i nostri principali partner commerciali, come la Germania?”. Noi sosteniamo la posizione del governo slovacco in modo molto pragmatico, così da aiutare a minimizzare l’impatto delle sanzioni sulla Slovacchia e sulla sua economia”.

Ad uno sguardo meno che superficiale, tuttavia, parrebbe abbastanza palese che gli sbraiti del Primo ministro Fico siano fatti soprattutto in un’ottica di politica interna, allo scopo di rafforzare la posizione sua e del suo partito Smer nel Paese, dopo la doppia batosta presa in primavera prima alle elezioni presidenziali e poi alle europee. È improbabile che alla fine Fico si metta di traverso a Bruxelles. Ed è difficile che Slovacchia, Ungheria e Cipro, i tre paesi considerati “fronda” in questa occasione riguardo a nuove sanzioni a Mosca, possano, con i loro 15 milioni di cittadini bloccare una decisione già presa in pectore da leader che rappresentano quasi 500 milioni di europei.

(La Redazione)

foto vlada.gov.sk

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