Referendum per la famiglia tradizionale: Presidente chiede verifica Corte Costituzionale

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La Corte Costituzionale deve esaminare la conformità costituzionale di una proposta di referendum sulla tutela della famiglia tradizionale, facendo seguito a una decisione annunciata ieri dal Presidente Andrej Kiska. Kiska ha dato avvio alla procedura in base a una petizione presentata al suo ufficio la scorsa settimana dall’Alleanza per la famiglia (AZR), accompagnata dalle firme di oltre 400.000 persone.

Dopo le verifiche che avrebbero già indicato il rispetto formale della petizione e la correttezza delle firme (ne bastano 350.000 per una istanza di referendum), Kiska ha deciso di chiedere il parere della Corte sulla costituzionalità dei quesiti proposti e dissipare tutti i dubbi. Kiska in particolare è impensierito dal fatto che la consultazione popolare proposta potrebbe implicare una possibile violazione dei principali diritti umani e delle libertà fondamentali. Parlando al Palazzo Presidenziale, il capo dello Stato ha osservato che pur apprezzando l’iniziativa, allo stesso tempo è convinto che il referendum non dovrebbe cozzare con la Costituzione.

La petizione include quattro quesiti nel referendum. Nel primo si chiede ai cittadini se il matrimonio dovrebbe essere un termine usato esclusivamente per l’unione di un uomo e una donna. Il secondo quesito parla del diritto delle coppie omosessuali di adottare bambini. Nel terzo ci si interroga sul diritto o meno di altre forme di unione di avere una speciale protezione e godere dei diritti concessi alle coppie eterosessuali sposate. L’ultima domanda riguarda il diritto dei genitori di rifiutare l’autorizzazione alle scuole nell’organizzare corsi di educazione sessuale per i bambini o parlare di eutanasia.

(Red)

Foto xtianyves@Flickr

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