Ucraina: Donetsk, un milione di persone sotto assedio

Da settimane ogni giorno colpi di artiglieria o missili colpiscono la città ucraina di Donetsk. La città rimane sotto il controllo dei separatisti, circondati dalle forze di Kiev. In mezzo la popolazione che lotta per sopravvivere.

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L’aeroporto di Donetsk era stato costruito appena due anni fa, per gli europei di calcio. Una struttura moderna, degna di una città europea con più di un milione di abitanti. Vetro e cemento, una lunga fila di banchi per i check-in, duty free e negozi. L’aeroporto internazionale di Donetsk è in rovina. Da settimane, ormai, ogni giorno colpi di artiglieria o missili non guidati colpiscono la città. “Io e mio marito dormiamo per terra”, dice Olena. “È l’unico modo per evitare che una scheggia entri dalla finestra e ci uccida nel sonno. Ma non serve a evitare che un missile centri il nostro appartamento”. Succede, è successo. Anche in centro, dove abita Olena.

La denuncia di HRW: l’uso di missili Grad è un crimine di guerra

Sia l’esercito ucraino che i separatisti possiedono lanciamissili Grad. Sono armi altamente imprecise, buone per un campo di battaglia, devastanti in zone abitate. Non hanno alcun sistema di guida e spesso sono composti da testate multiple, in modo da colpire a pioggia. Secondo dati riportati da Human Rights Watch, il tipo più comune di Grad genera all’esplosione oltre 3mila frammenti. Una volta sparato, anche da 20 chilometri di distanza, ogni singolo missile può cadere ovunque in un’area di 54mila metri quadrati. In città equivale a svariati isolati, e una raffica è composta da 40 missili. Sempre secondo Hrw, usare questo tipo di arma in aree urbane è un crimine di guerra.

Le due parti si accusano a vicenda di sparare sulla città e sui civili. Sempre Hrw, in un rapporto diffuso alla fine di luglio, ha affermato che le indagini sui luoghi colpiti indicano come probabili responsabili le forze governative. C’è da dire che da luglio i bombardamenti si sono intensificati e non si può escludere che entrambe le parti facciano uso di artiglieria pesante e Grad sulla città. “Non sappiano chi ci spara addosso”, dice Olena. “Ma a giudicare dalla traiettoria dei colpi non credo che siano gli ucraini”. Intanto sembra ormai acclarato che i separatisti hanno la gran parte delle loro postazioni di artiglieria piazzate in pieno centro città.

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Foto Jeroen Akkermans CC-BY-NC-SA/Share alike

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