SNP: 70° anniversario della rivolta slovacca. Kiska: dobbiamo all’SNP la nostra libertà

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Alla cerimonia per il 70° anniversario dell’Insurrezione Nazionale Slovacca (SNP), che si è tenuto il 29 agosto a Banská Bystrica, hanno partecipato tra le 10.000 e 15.000 persone, sceondo una stima fatta dal Museo SNP e citata dal suo direttore Stanislav Mičev, capo dell’organizzazione delle celebrazioni.

Alla parte ufficiale dei festeggiamenti, iniziati presso il memoriale all’SNP con la posa di corone di fiori da parte di delegazioni e alti funzionari provenienti da circa 40 paesi (per l’Italia l’Ambasciatore Martini), oltre a tutte le figure istituzionali principali della Slovacchia, gli ospiti stranieri più alto rango erano il Presidente ceco Milos Zeman e il Ministro della Difesa russo Sergey Shoygu. Il Presidente polacco Branislaw Komorowski, che aveva confermato la sua presenza, si è presentato a deporre la sua corona di fiori al memoriale con qualche ora di ritardo, soltanto nel pomeriggio. Nonostante lui o il suo staff non abbia rivelato le ragioni del ritardo, secondo i media si è trattato del tentativo di evitare un incontro con il ministro russo.

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Tutti presenti i tre maggiori rappresentanti costituzionali slovacchi, dal nuovo Presidente Andrej Kiska, al Primo ministro Robert Fico, al Presidente del Parlamento Pavol Paška. Kiska ha detto in un suo intervento di saluto in apertura dell’evento, che «la nostra libertà, democrazia e indipendenza, la posizione della Slovacchia in Europa e nel mondo, le nostre opportunità, e la nostra coscienza storica, tutto questo si basa sulla decisione dei partecipanti alla rivolta armata di 70 anni fa, al loro coraggio e ai loro sacrifici». Kiska ha etichettato SNP come la seconda più grande rivolta armata contro il fascismo. Non si è trattato solo di un’operazione di guerra dell’esercito degli insorti e dei partigiani, ma aveva anche l’appoggio della gente comune, che spesso ha mostrato lo stesso livello di coraggio di coloro che effettivamente si sono arruolati per il combattimento. «Rendiamo omaggio a questo monumento al coraggio e alle decisioni personali di ogni individuo [che si unì alla rivolta] … al coraggio di coloro che sono sopravvissuti e all’eroismo dei caduti nelle battaglie». La rivolta del 1944, è un evento così importante nella storia della Slovacchia che è impossibile da evitare, il che è anche motivo per diversi tentativi, da parte di politici e ideologi, di cercare di distorcere i fatti, rubando l’eredità della rivolta a loro favore, ha detto Kiska. L’SNP è stata trasformata nel corso dei decenni in uno slogan politico, e spesso le sue caratteristiche democratiche, anti-fasciste e civiche sono state ignorate. «Noi saremo grati a tutti coloro che hanno in passato contribuito a fare un quadro veritiero della rivolta, e a coloro che che attualmente sostengono, coltivano e trasmettono questa immagine vera» della rivolta. Kiska ha fatto appello in particolare agli insegnanti perché le prossime generazioni comprendano e sentano l’importanza dell’SNP.

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Secondo il Premier Robert Fico, è necessario superare «l’indifferenza dei giovani verso la storia della nazione», perché soltanto la coscienza «che la storia è maestra di vita» può indicare la strada per uscire dall’inferno. Fico, parlando delle varie fasi della storia della Slovacchia, ha invitato gli insegnanti a portare i loro alunni a uno dei siti archeologici più importanti del Paese, come quello di Bojna (nella regione di Nitra) e di Myjava (nella regione di Trenčin). «Nonni, portate i vostri nipoti a Bradlo (nella regione di Trenčin) per rendere omaggio al grande generale Milán Rastislav Štefaník, e insegnate loro a vivere secondo il suo credo. Questo è l’unico modo per gli slovacchi di sopravvivere nel XXI° secolo», ha detto Fico secondo Tasr.

Fico non ha mancato di rimarcare la sua contrarietà a nuove sanzioni contro la Russia. Davanti al ministro russo, venuto in vece di Putin, ha detto «per conto del governo slovacco» che la Slovacchia «apprezza i valori della solidarietà e si comporterà in maniera solidale, come ha dimostrato nel garantire un flusso inverso del gas in Ucraina. Ma quando si decidono ulteriori sanzioni – «che ostacolano la Slovacchia e l’intera UE nella crescita economica e nella lotta contro gli effetti della crisi globale – non possiamo essere guidati da propaganda, disinformazione e interessi di altri paesi», ha affermato. Dobbiamo considerare se anziché sanzioni dovremmo invece preferire una soluzione diplomatica – per la quale solleciterò anche domani al vertice UE di Bruxelles».

Il capo dello Stato ceco Milos Zeman, nel suo discorso, ha affermato che l’SNP ha accelerato la fine della guerra, e  si è trattato di uno degli eventi più importanti nella storia della nazione slovacca. Citando Dolores Ibaurri, la celebra ‘pasionaria’ spagnola ha detto: «È meglio morire in piedi che vivere in ginocchio».

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Secondo lo storico Marek Syrný, che lavora presso il Museo SNP a Banská Bystrica, la rivolta del 1944 è stato uno dei momenti chiave della storia della Slovacchia nella Seconda Guerra mondiale, quando alcuni si sono sollevati contro il regime oppressivo dell’allora Repubblica Slovacca. Insorgendo contro gli occupanti [tedeschi], gli slovacchi hanno mostrato al mondo che la maggior parte della nazione sosteneva gli Alleati, a differenza del governo ufficiale del Paese di allora.

Nelle settimane prima della celebrazione, il governatore della Regione di Banská Bystrica Marian Kotleba, capo del partito di estrema destra LSNS, non invitato alla cerimonia ufficiale, aveva ripetutamente descritto l’SNP come una rivolta prevalentemente comunista guidata contro lo Stato. Kotleba, riferendosi anche alle esercitazioni di una unità speciale degli Stati Uniti presso la base aerea militare di Sliač nei giorni scorsi, ha fatto appendere sulla sede della regione uno striscione con la scritta: “Yankees go home! Stop NATO!”. Il capo dell’organizzazione della cerimonia di anniversario, il direttore del Museo SNP Mičev, aveva giustificato il mancato invito a Kotleba, pur essendo ben conscio che tale atto costituiva una grave violazione del protocollo, con il rifiuto a partecipare di molti ospiti nel caso Kotleba fosse stato presente. Marian Kotleba, che ha vinto le elezioni regionali a Banská Bystrica nel novembre scorso sorprendendo tutti, è un acceso sostenitore dello Stato slovacco del periodo di guerra, la cosiddetta Prima Repubblica Slovacca, che governò sulla Slovacchia tra il 1939 e il 1945.

(La Redazione)

Foto: Min. Difesa (www.mod.gov.sk) e Presidente della Repubblica (www.prezident.sk)

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