Alla scoperta delle eccellenze slovacche

agrokoplex-sk_nitra

Quando viaggio, per lavoro o per piacere, c’è una cosa che faccio appena arrivato a destinazione. Grande città o piccolo villaggio che sia, vado al supermercato. Si, perché non c’è niente di meglio per capire un popolo che sentire il profumo del cibo che mangia. Seguendo questa filosofia di vita, che è anche la scusa per assaggiare di tutto e di più ed anche roba dal gusto estremo, quando ho saputo che a Nitra, presso il polo fieristico Agrokomplex, si svolgeva la 41^ Fiera Internazionale dell’Agricoltura e dei prodotti alimentari (Medzinárodná poľnohospodárska a potravinárska výstava) non ho saputo resistere e mi sono precipitato.

Per un italiano il cibo e l’agricoltura hanno sempre avuto una importanza fondamentale e, da quello che vedo, anche in Slovacchia sono argomenti di tutto rispetto. Ovvio che una nazione costituita da cinque milioni di persone e con una estensione geografica pari ad una grande regione italiana non può avere la varietà che offre la cucina italiana ma, soprattutto per certi prodotti, anche la Slovacchia ha qualcosa da dire.

All’inizio quello che mi ha colpito e piacevolmente sorpreso è stato il settore educativo dove erano ben illustrate le biodiversità della Slovacchia. Un paese piccolo ma estremamente interessante per chi vuole fare un sano turismo ambientalista. L’impegno profuso dagli organizzatori della manifestazione, con il patrocinio del Ministerstvo Pôdohospodárstva a Rozvoja Vidieka, è stato davvero notevole e a mio modo di vedere ha sicuramente raggiunto lo scopo. Erano centinaia i bambini in visibilio davanti alle riproduzioni dei diversi habitat slovacchi, con tanto di animali e, soprattutto, di fronte a pannelli illustrativi di cosa fare e cosa non fare per rispettare ed amare la natura. Se non si inizia fin da bambini nel creare una coscienza civica!

agrokomplex14_(foto_ADDominici)

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riciclo-agrokomplex_(foto_ADDominici)

Il bosco non è una discarica – clicca sull’immagine sopra per zoomare

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Quando sono entrato nel primo padiglione espositivo il profumo dei salumi e dei formaggi slovacchi mi ha quasi stordito, ed il sapore di quello che abbiamo assaggiato, e poi comprato, non mi ha certo deluso. Un poco di perplessità, lo confesso, l’ho avuta di fronte ad un “pecorino” che alla fine della prova di assaggio ben poco aveva da invidiare ai corrispondenti prodotti DOP sardi e romani. Lo so che ad un italiano sembrerà un’eresia ma il risultato raggiunto dai casari slovacchi è davvero notevole. Dove ho decisamente storto il naso, anche per un pizzico di campanilismo nazionale, è stato davanti al “parmegiano” fatto in Slovakia. Non è solo un problema di latte ed abilità casare. Lì entrano in gioco delle magiche alchimie difficilmente riproducibili al di fuori del triangolo di città emiliane, Parma in testa, dove il Parmigiano è re.

formaggi-tipici_regionali_(da sito produkt.podpolanou.sk)

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Ma non di soli formaggi campa un uomo! Ed infatti anche i salumi prodotti in Repubblica slovacca sono di tutto rispetto. Ero abituato alla klobása da supermercato ed assaggiare una ottima produzione fatta con maiale mangalica allevato in piccole realtà rurali mi ha fatto riconciliare con questo salume.

Che dire della carne allevata non da grandi allevamenti industriali ma da piccoli produttori locali? Perfino l’umilissimo pollo “artigianale” prodotto da diverse realtà slovacche, che non nomino per non creare malumori tra quelli che dimenticherei di citare, mi ha davvero fatto nuovamente apprezzare un cibo che ormai avevo smesso di considerare degno di tale nome. E la varietà delle offerte, tra fagiani, cinghiali, cervo, bisonte e, oibò, perfino orso, è davvero notevole e stuzzicante per un patito della griglia quale io sono.

aliment-special-klobas-gastro_(mpsr.sk Min.Agricoltura)

Penso che proprio questo nuovo modo di fare impresa badando alla qualità più che alla quantità stia spingendo molti slovacchi a riconsiderare la spesa quotidiana, quando possibile, trascurando la merce spesso non di primissima qualità proposta nei centri commerciali della grande distribuzione, che di slovacco in taluni casi ha ben poco, a favore sia di piccole realtà di produzione proprio appena fuori porta che di nuove catene di negozi specializzati in eccellenti prodotti “Vyrobené na Slovensku”. Anche perché, alla fine perfino il portafoglio starà meglio.

Dato che il cibo riveste per entrambi i popoli, quello italiano e quello slovacco, una notevole importanza è abbastanza naturale che possa diventare un ponte tra queste due diversissime ma entrambe rimarchevoli nazioni. In Slovacchia si conosce la (buona?) cucina italiana, anche se spesso della stessa si fa abuso come nel caso di certe pizzerie che di italico ben poco hanno fuorché il nome, ma in Italia le prelibatezze slovacche sono ancora, purtroppo, delle illustri sconosciute.

agrokomplex_(foto_ADDominici)

Quando un produttore slovacco riesce a farsi conoscere in Italia, come mi ha orgogliosamente confidato un produttore di eccellentissimo olio di girasole, rigorosamente bio ed adattissimo alle italiche fritture per le alte temperature di fumo, ecco che il prodotto viene subito richiesto: «esporto in Italia ben il 90% della mia produzione!»

E dato che il cibo è cultura, impegniamoci tutti per istruire italiani e slovacchi nella conoscenza delle rispettive culture culinarie.

(Armando De Dominici)

Le foto (dall’alto): agrokomplex.sk, A.De Dominici (2), produkt.podpolanou.sk, agrokomplex.sk, Min.Agricoltura wwwmpsr.sk, A.De Dominici

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