Ministro Lajcak: bene le sanzioni alla Russia, ma Fico non ha torto

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Il Ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak concorda con le sanzioni che l’Unione Europea ha deciso contro la Federazione Russa in seguito al conflitto in Ucraina, ma allo stesso tempo comprende la posizione del capo di gabinetto Robert Fico quando afferma che le sanzioni reciproche sono una decisione insensata e dannosa per la Slovacchia. Lajcak ha ripetuto in un’intervista al quotidiano Hospodarske Noviny quanto già detto altrove sul suo essere d’accordo con l’emanazione delle sanzioni decise a Bruxelles, e per le quali ha sottoscritto lui stesso a fine luglio il documento che disponeva l’ultimo pacchetto di misure contro gli interessi russi. Ma ha anche detto di capire le dichiarazioni fatte dal Primo ministro Fico: Non sarebbe normale, ha detto, se non avessimo un Primo ministro che dicesse di non essere preoccupato per le fabbriche, e di come si svilupperà la disoccupazione nel Paese, ha detto Lajcak.

Fico non è l’unico politico a dire che le sanzioni non sono un rimedio universale; gli stessi toni critici sono venuti, ha spiegato il ministro, anche dal premier ungherese Viktor Orban e dal Presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman.

Robert Fico ha ripetuto in più occasioni pubbliche la sua critica alle sanzioni. «La Slovacchia è uno Stato membro dell’UE. Noi vogliamo essere giocatori corretti, ma non significa che andremo al macello come agnelli», aveva detto il 19 agosto. E non era la sua prima uscita, già dopo le prime sanzioni imposte da Bruxelles Fico aveva annunciato che non voleva nemmeno per sogno sentire parlare di un secondo pacchetto di misure. E oggi siamo arrivati al terzo, che ha provocato le ritorsioni di Mosca con il blocco all’import dall’UE di certi prodotti.

Fico ha anche chiamato a raccolta i partiti di opposizione, invitandoli ad unirsi a lui nel protestare contro le sanzioni e per il bene del Paese, ma le sue parole non sono state prese bene dai rappresentanti di destra. Qualcuno lo ha definito “sabotatore dell’UE dall’interno” o “agente dei russi”. Mentre altri più scafati, come l’ex Premier Mikulas Dzurinda (SDKU), ha detto di aver sentito più volte sulla scena internazionale delle dichiarazioni forti, fatte però soprattutto per scopi di politica interna.

Il Presidente slovacco Kiska, al contrario, ha detto che è necessaria un’azione forte da parte dei paesi democratici quando un certo paese viola senza misura i diritti internazionali o i diritti umani. E se le sanzioni portano a qualche sacrificio, si tratta di un sacrificio necessario e dobbiamo essere disposti a pagarne lo scotto, ha sostenuto il capo dello Stato.

(Red)

Foto polandmfa@flickr

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