Kiska: il 21 agosto 1968 tra i periodi più bui della nostra storia

AndrejKiska-presiden_(foto_prezident.sk)

L’occupazione della Cecoslovacchia del 21 agosto 1968 da parte degli eserciti dei paesi nostri alleati nel Patto di Varsavia è stato uno dei periodi più bui della nostra storia moderna, ha scritto ieri il Presidente Andrej Kiska in una nota. L’ingresso delle forze armate di cinque paesi comunisti, sotto il controllo di Mosca, sul nostro territorio «hanno violato brutalmente il diritto internazionale». «L’assalto contro la nostra patria ci è costato decine di vite e centinaia di feriti».

Le conseguenze dell’invasione dell’agosto di 46 anni fa sono stati tragici per la Slovacchia, e hanno portato tante persone istruite e di talento ad emigrare in cerca di libertà per il rifiuto di vivere in un Paese occupato, ha scritto Kiska. Altre migliaia di persone sono state licenziate e ai loro figli è stata rifiutata l’istruzione universitaria.

«Durante l’era della cosiddetta normalizzazione, il Paese ha ceduto a disperazione, rassegnazione, passività e, purtroppo, anche alla delazione alle autorità su chi ci era vicino».

L’eredità di questo periodo è un «persistente sapore di tragedia umana, tradimento, mancanza di libertà, nonché di enormi danni alle cose e all’ambiente». «Ricordiamo le vittime, non dimentichiamo le ragioni e le conseguenze dell’occupazione del 1968». «Apprezziamo la libertà e l’indipendenza che abbiamo acquisito dopo la caduta del regime comunista nel 1989 e dopo la partenza degli ultimi occupanti nel 1991», ha concluso il suo intervento il Presidente Kiska.

(Red)

Foto prezident.sk

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