Italia: non solo giovani e cervelli in fuga, si emigra anche coi capelli bianchi

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Nel 2013 sono state 125.753 persone a lasciare l’Italia per trasferirsi in altri paesi. Una cifra impressionante. È come se nell’arco di un anno l’intera popolazione della Valle d’Aosta avesse deciso di migrare all’estero. È quanto si legge nella ricerca “Nuove migrazioni” elaborata dal Centro Studi CNA.

Le migrazioni dall’Italia – vi si legge – hanno registrato una fortissima accelerazione negli anni della crisi: dal 2007 al 2013 il numero di coloro che hanno lasciato l’Italia è aumentato del 92,9%.

Il fenomeno migratorio verso l’estero è alimentato in gran parte dagli italiani: nel 2013 Il 65,3% degli espatri ha riguardato infatti i nostri connazionali. La cifra – chiarisce il rapporto – potrebbe però essere sovra stimata dal momento che molti stranieri residenti in Italia non comunicano il cambio di residenza nel momento in cui decidono di lasciare il territorio nazionale.

La crescita degli espatri è una delle conseguenze della crisi esplosa nel 2008 e testimonia le crescenti difficoltà che spingono i cittadini italiani a ricercare opportunità di lavoro oltre confine. È però sbagliato credere che i trasferimenti all’estero riflettano solamente il fenomeno dei cervelli in fuga, espatriati alla ricerca di occupazioni meglio remunerate, o a quello dei giovani che, in presenza di un tasso di disoccupazione giovanile del 43%, sono disposti anche a spostarsi all’estero e ad accettare occupazioni poco remunerative.

In realtà, negli anni della crisi il fenomeno migratorio dei nostri connazionali verso l’estero ha riguardato in maniera sempre più ampia le fasce di età più avanzate. I numeri sono pesantissimi.

Dal 2007 al 2012 il numero di cittadini italiani di età compresa tra i 40 e i 49 anni è aumentato del 79,2%. Si tratta di un tasso di crescita quasi doppio rispetto a quelli registrati nelle fasce di età 15-29 anni (+44,4%) e 30-39 anni (+42,9%).

Anche il flusso di emigrazione dei cittadini più anziani ma ancora in età lavorativa (50-64 anni) pur rappresentando appena il 14,0% dell’intero fenomeno è aumentato più rapidamente(+51,2%) rispetto a quello degli under 40.

In questo modo, la composizione anagrafica del fenomeno migratorio è mutato significativamente negli ultimi sei anni. La quota degli italiani di età compresa tra i 40 e i 49 anni è aumentata di 3,4 punti percentuali (dal 18,4% al 21,9% del 2013) a scapito delle fasce anagrafiche più “giovani” (15-29 anni e 30-39 anni). Solo la fascia di età degli over 50 risulta non modificata e rappresenta il 14% dell’intero fenomeno migratorio.

La crescita delle migrazioni tra i cittadini non più giovanissimi – conclude il rapporto – testimonia che a lasciare l’Italia non sono solo i più giovani e coloro che hanno perso un’occupazione. Di fatto il fenomeno riguarda anche altre categorie tra cui sicuramente gli imprenditori che, chiusa l’attività in Italia, cercano nuove occasioni imprenditoriali all’estero.

(Fonte aise)

Immagine: Buongiorno Slovacchia

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