Tangenti, Transparency: la corruzione rimane impunita in Slovacchia

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Un’analisi dei verdetti più recenti della Corte specializzata di Pezinok fatta da Transparency International Slovakia (TIS) mostra che la corruzione in Slovacchia rimane impunita. Secondo TIS, in media vengono puniti casi di corruzione per tangenti di circa 120.000 euro all’anno, ma il “giro d’affari” in nero di tangenti e bustarelle ogni anno è di almeno 1.000 volte superiore.

TIS ha analizzato tutte le 239 sentenze su casi di corruzione fatte dalla Corte negli anni 2012-14, scoprendo che ben il 48% di casi trattati si occupavano di “mini bustarelle”, di importo fino a 20 euro, Le mazzette superiori ai 100 euro riguardavano solo un quarto di tutti i processi, e solo il 5% del totale giudicava corruzione grave nel settore degli appalti pubblici, la distribuzione dei fondi UE e le elezioni europee.

Il caso più estremo, ha notato TIS, è una “bustarella” (difficile, a dire la verità, definirla così) di 2 euro, data a un medico per il rilascio di una conferma di inabilità al lavoro.

Non si è fatta attendere la risposta dai diretti interessati sulla questione. Lo stesso giorno, la portavoce della Procura specialistica in Pezinok ha scritto in una nota che, malgrado ogni caso di corruzione sia trattato con la dovuta serietà e impegno, è difficile dimostrare con prove attendibili il malcostume delle tangenti. Il Codice penale non dice nulla sulla “piccola corruzione”, e, se l’autore del reato non è colto in flagrante, è difficile da dimostrare in un secondo momento.

(Fonte TIS, Tasr)

Foto kmillard92@flickr Creative Commons BY-SA/Share alike

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