Italia, boom del turismo sanitario all’estero

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C’è chi va in Brasile per rifarsi il seno, chi a Budapest per un intervento ai denti: è boom in Italia per il cosiddetto “health tourism”, ovvero i viaggi compiuti per sottoporsi a interventi, spesso in pacchetti tutto compreso. Nel 2013 i connazionali che si sono recati all’estero soprattutto per operazioni dentali ed estetiche hanno superato quota 200mila, mentre nel 2009 erano stati appena 20mila, e nel 2012 invece 184mila. Quello del turismo medico-odontoiatrico dall’Italia verso l’estero, in particolare verso i paesi dell’Est Europa (Romania, Bulgaria, Croazia, Slovenia), ma anche in altri continenti, ha fatto notare Francesco Martelli, medico chirurgo fondatore dell’Istituto di Ricerca Microdentistry e docente presso l’Università degli Studi di Genova, rischia di diventare una piaga per il settore sanitario. La speranza è quella di provare ad invertire il trend. Sono tanti i benefici che l’Italia potrebbe ricevere da questa auspicata inversione di tendenza del turismo medico, non solo direttamente e principalmente per il Pil e la Sanità, ma per l’intera economia e società”. Secondo i dati rilasciati in occasione del 12° convegno annuale AIES (Associazione Italiana di Economia Sanitaria), la durata media del soggiorno degli italiani che vanno all’estero per questa forma di turismo è stata calcolata in 9,7 notti.

(Fonte crisiesviluppo.manageritalia.it)

Foto John Twohig@Flickr

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