L’Europa non finisce a Berlino

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Qualche “giretto” virtuale sui siti che nascono nei Paesi dell’Est europeo – uno scacchiere assai ampio, che va dalla Polonia alla Romania, dalla Bulgaria all’Ungheria, dai Paesi baltici ai Balcani, una metà dell’Europa che per decenni è stata strappata al suo mondo – consentirebbe a molti commentatori politici occidentali di distinguere meglio fra ciò che sarebbe bello per loro, e ciò che davvero sta avvenendo, sia entro i confini dell’Unione, sia nei paesi più vicini, come l’Ucraina o la Moldavia.

Potrebbe ad esempio leggere le parole di Vladimir Jirinovski, politico russo che a casa sua guida un partito che si proclama “Liberaldemocratico”, ultranazionalista, illiberale e gran sostenitore di Putin: «Tutti i problemi legati alla guerra e alla pace, in generale, e in particolare quelli che si riferiscono all’Ucraina, saranno risolti da una sola persona, il leader della Federazione russa […]. Gli Stati baltici e la Polonia sono condannati. Saranno eliminati dalla faccia della terra. Non ne rimarrà nulla». Cosette da nulla, pronunciate evidentemente nella certezza di incontrare il consenso […continua…]

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Foto jensschoeffel@Pixabay

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