L’Ambasciatore dal Ministro dell’Economia. All’Expo la Slovacchia vuole attrarre investitori

PavolPavlis_(foto_MHSR_economy.gov.sk)

Il 24 luglio scorso l’Ambasciatore della Repubblica Italiana Roberto Martini, accompagnato dall’addetto commerciale Elena Marra, è stato ricevuto dal nuovo Ministro dell’Economia slovacco Pavol Pavlis. Nel corso dell’incontro Martini ha ricordato come tra le principali priorità della Presidenza italiana dell’UE vi sia la crescita economica e la lotta all’alto tasso di disoccupazione nell’Eurozona, scopi per i quali sono stati approntati dal governo italiano una serie di incontri e seminari fino a fine del 2014. Il problema dei senza lavoro, che tocca profondamente anche la Slovacchia, è del resto tra i temi sui quali il suo dicastero ha gli occhi puntati, ha detto Pavlis, alla ricerca di strumenti efficaci per ridurre i disoccupati in collaborazione con il Ministero delle Finanze e il Ministero del Lavoro, Affari sociali e Famiglia.

Da entrambe le parti sono state fatte valutazioni positive dell’importanza del commercio bilaterale, e dell’interesse degli investitori italiani nella Slovacchia, alcuni dei quali hanno potuto accedere a sovvenzioni governative per i loro investimenti. Oltre alle ben note grandi aziende italiane attive nei settori dell’energia e della finanza (Enel, UniCredit e Banca Intesa) l’Ambasciatore vede in futuro l’interesse di investitori del Belpaese anche nel settore costruzioni (in particolare per la costruzione di autostrade, come è il caso di Salini Impregilo nella regione di Zilina), la produzione e le industrie chimiche.

Pavlis ha salutato la partecipazione slovacca all’Expo Milano 2015 come un’ottima occasione per presentare la Slovacchia come partner di investimento adatto agli investitori stranieri, ha detto. Proprio il Commissario generale per la Slovacchia all’EXPO Martin Polak, presente alla discussione, ha informato dello stato attuale della preparazione del padiglione slovacco e delle problematiche associate ai sei mesi di partecipazione slovacca a Milano. Per le opere necessarie le imprese slovacche hanno verificato l’ottima collaborazione con i subappaltatori italiani. Obiettivo della Slovacchia è presentarsi come partner affidabile nei settori dell’energia, industria elettromeccanica, industria automobilistica con manodopera qualificata, ha sottolineato Polak, e gli spazi dello stand slovacco saranno utilizzati per presentazioni, seminari e altri eventi collaterali che passano avvicinare gli investitori stranieri alla realtà del Paese.

Durante il colloquio, il ministro ha informato l’ambasciatore dello stato delle relazioni con l’italiana Enel, proprietaria della maggioranza di Slovenske Elektrarne, primo produttore di energia elettrica nel Paese. Per la parte slovacca, è importante ed anzi fondamentale che si completi la centrale nucleare di Mochovce, riguardo alla quale i colloqui con Enel sono continui. Riguardo invece alla possibile cessione di Slovenske Elektrarne da parte di Enel, anche qualora il gruppo italiano lasciasse il Paese, l’ambasciatore ha sottolineato che i rapporti economico-commerciali con la Slovacchia continueranno ad avere grande rilevanza per Roma, e verranno seguiti con la consueta attenzione.

Le relazioni economiche tra i due paesi mostrano come l’Italia sia tra i principali partner commerciali della Slovacchia, la quale mantiene la bilancia commerciale storicamente in attivo. Lo scorso anno l’Italia era al 7° posto tra i paesi destinatari delle esportazioni slovacche, ha informato il ministero, mentre l’export dall’Italia si è piazzato all’8° posto. Gli scambi globali hanno raggiunto nel 2013 i 4.790 milioni di euro, con un saldo commerciale attivo per la Slovacchia di 1,03 miliardi di euro.

L’Italia è il quarto tra i maggiori investitori esteri nel Paese, con una quota di Ide (investimenti diretti esteri) che nel terzo trimestre 2013 hanno raggiunto i 3,104 miliardi di euro, secondo i dati forniti dalla Banca Nazionale Slovacca (NBS). Tolta la finanza (48% del totale) e l’energia, le imprese italiane sono attive anche nell’industria manifatturiera (15%), in particolare elettromeccanica e chimica.

(La Redazione, fonte MHSR)

Foto vlada.gov.sk

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