Ucraina: aiuti umanitari da Mosca. Kiev dice no, “portano armi dalla Russia”

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1. Sono almeno 280 i camion che hanno lasciato Mosca nella notte dell’11 agosto, un enorme convoglio umanitario che, secondo le dichiarazioni di Mosca, intende portare – con l’aiuto della Croce Rossa internazionale – aiuti alla popolazione civile dell’Ucraina orientale, specialmente a Lugansk e Donetsk, da giorni sotto l’assedio dell’esercito ucraino impegnato nella difficile riconquista delle due città rimaste in mano ai separatisti filorussi.

Da giorni infatti la popolazione si trova senz’acqua, bloccata dentro le città. La situazione più grave si registra a Donetsk ma anche Lugansk è ormai circondata dall’esercito ucraino. Chi ha potuto fuggire, nelle scorse settimane, lo ha fatto. Migliaia di persone sono scappate da Donetsk intasando le tangenziali meridionali, almeno finché i separatisti non hanno abbattuto i ponti stradali e ferroviari per rallentare l’avanzate dell’esercito di Kiev. Chi è rimasto ha invece dovuto sperimentare la mancanza di elettricità, medicinali e cibo. Oltre che le bombe e il fuoco incrociato

Secondo le dichiarazioni del presidente russo Putin, il piano avrebbe il benestare di Kiev. Ma Kiev fa sapere che “il convoglio di aiuti russo non è autorizzato” e che non entrerà nel paese senza “l’egida della Croce Rossa internazionale”.

L’Unione Europea ha diffidato il presidente russo Vladimir Putin dall’utilizzare la scusa della missione umanitaria per un’invasione militare dell’Ucraina orientale, come temuto dal Presidente ucraino Petro Poroshenko. Un timore condiviso anche dalla Nato che parla di 50mila truppe russe ammassate sul confine ucraino. La Croce Rossa, dal canto suo, ha dato la sua disponibilità a coordinare la missione umanitaria, come richiesto da Mosca. Ha però affermato di non accettare scorte armate e di non conoscere il contenuto dei convogli. A tal fine si sta valutando una scorta Osce.

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2. Il Portavoce del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa ucraino Andriy Lysenko si oppone al convoglio che il Presidente russo intende inviare nel Donbas senza avere specificato il contenuto. La Croce Rossa dichiara neutralità e incredulità per la condotta di Mosca

Due tentativi di invasione in una settimana è troppo per accettare un finto aiuto umanitario da parte di un Paese che, come provato, arma e finanzia miliziani impegnati ad occupare una consistente regione ucraina. Questa è la motivazione che ha portato l’Ucraina a rifiutare il convoglio che la Russia ha dichiarato di avere fatto partire per portare nelle zone occupate dai miliziani pro-russi soccorsi sanitari.

Come dichiarato da Andriy Lysenko, l’Ucraina teme, sulla base di prove e di numerose testimonianze, che la Russia intende avvalersi dell’operazione umanitaria per infiltrare nel Donbas arme e truppe a rinforzo dei miliziani pro-russi. A conferma dei sospetti è anche la posizione della Croce Rossa che, nonostante le dichiarazioni del Presidente russo, Vladimir Putin, in merito alla volontà di coinvolgere l’ente internazionale, ha dichiarato di non avere ricevuto da Mosca alcuna indicazione in merito al contenuto del carico diretto dalla Russia all’Ucraina.

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Foto Jeroen Akkermans@Flickr CC-BY-NC-SA/Share alike

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