Marcinelle, 58 anni fa la tragedia dell’emigrazione italiana

l'incidente al Bois du Cazier, Marcinelle, 1956

Anche quest’anno, alle 8:10 di questa mattina 8 agosto, ora della sciagura, la campana “Maria mater orphanorum” ha rintoccato per 262 volte, un rintocco per ogni vittima, aprendo la commemorazione del 58° anniversario della tragedia di Marcinelle. Oltre all’Ambasciatore d’Italia in Belgio Alfredo Bastianelli e al Console generale a Charleroi Iva Palmieri, alla ricorrenza parteciperà in rappresentanza del governo italiano il Sottosegretario agli Esteri Mario Giro, che da pochi giorni ha ottenuto la delega per gli italiani all’estero.

Nella visita in Belgio, dove il sottosegretario ha trascorso l’infanzia e la prima adolescenza, Giro deporrà corone di fiori ai monumenti edificati a memoria della tragedia sia nel cimitero di Marcinelle sia nel “Bois du Cazier”, oggi riconvertito in Museo della memoria. Durante la cerimonia verrà data lettura dei messaggi del Presidente della Repubblica Napolitano e del Ministro degli Affari Esteri Mogherini.

Marcinelle, i funerali

A Marcinelle, il terzo disastro per numero di vittime nella storia dei minatori italiani emigrati all’estero, l’8 agosto 1956 perirono 262 minatori di diverse nazionalità, dei quali 136 connazionali: 60 erano abruzzesi, di cui 23 dello stesso comune in provincia di Pescara, Manoppello. Gli altri provenivano da 13 delle 20 regioni italiane: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto.

Il Corriere della Sera del 9 agosto 1956, titolava in un editoriale: «L’Italia può esportare dei lavoratori, ma non degli schiavi»: un titolo significativo che pone una riflessione sull’attualità delle tragedie che segnano il mondo del lavoro migrante.

la miniera di Marcinelle abbandonata (foto_LucViatour@Wikipedia)

Dal 2001, l’8 agosto è “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. Quella del Bois du Cazier fu la più grande tragedia mineraria a colpire lavoratori italiani: furono 600 in totale gli italiani morti nelle miniere in appena una decina d’anni, tra il 1946 e il 1956, dopo che l’Italia aveva accettato l’invio di 50mila minatori italiani in Belgio in cambio di carbone. Nel 1956, di tutti i 142mila minatori impiegati nel paese, ben 44mila erano italiani. Vedi qui per saperne di più.

Il ricordo di Marcinelle ha un significato più ampio della tragedia in sé, e implica un omaggio a quanti hanno sofferto sfruttamento, discriminazioni e razzismo nella ricerca di una vita migliore fuori dai confini nazionali.

la lapide di Marcinelle (foto_mediaitaliabelgio.eu)

In una nota il direttore generale della fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, ha scritto che «Il ricordo di queste morti sul lavoro, in questo tempo di una nuova emigrazione italiana giovanile in Europa e nel mondo, richiama la necessità di una tutela dei lavoratori migranti, siano essi italiani nel mondo e immigrati in Italia. Attorno al mondo della mobilità lavorativa in entrata e in uscita dall’Italia, spesso vengono meno forme di tutela e di sicurezza sul lavoro».

(La Redazione)

Foto, dall’alto: l’incidente, i funerali, la miniera abbandonata, monumento agli italiani (Wikmedia commons, ediaitaliabelgio.eu)

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