3 agosto 1914: l’Italia è neutrale

grande-guerra-generale-cadorna_(Foto_wikimedia)

Il 3 agosto 1914, un secolo fa, oggi [l’articolo è stato scritto domenica – ndr], l’Italia dichiarava la propria neutralità rispetto al nascente primo conflitto mondiale. Nei giorni precedenti, l’Austria-Ungheria e la Germania avevano dichiarato guerra alle potenze dell’Intesa (Russia, Gran Bretagna e Francia) e l’Europa stava per cadere in quello che molti storici considerano un unico conflitto trentennale, conclusosi definitivamente solo nel 1945. L’Italia ha attraversato i decenni successivi cambiando spesso alleanze e schieramenti, in una ricerca di una propria identità internazionale che si concluderà tragicamente l’8 settembre 1943.

Questo percorso inizia proprio 100 anni fa. L’Italia era infatti legata formalmente agli Imperi centrali di Vienna e Berlino, nell’ambito della Triplice Alleanza. Proprio per questo motivo, il governo Salandra fu sorpreso dall’ultimatum dell’Austria alla Serbia, inviato il 28 luglio. Il trattato che legava Roma e Vienna infatti sanciva l’obbligo di informare preventivamente gli alleati sulle proprie iniziative diplomatiche. In più, un’altra clausola stabiliva una consultazione sui territori da dare in compenso agli alleati prima di un’avventura bellica, per non alterare gli equilibri fra i partner.

Nulla di tutto questo era accaduto. La spiegazione che il 30 luglio l’Austria fornì, tramite un telegramma dell’ambasciatore a Roma Von Merey al Conte Berchtold, riguardava il carattere difensivo della Triplice Alleanza: l’Austria non aveva comunicato le proprie intenzioni a Roma e il governo italiano poteva anche non sentirsi obbligato a intervenire. Fra l’impero di Vienna e il Regno d’Italia, d’altro canto, non mancavano gli interessi divergenti per l’influenza nei Balcani.

Il governo guidato da Salandra decise dunque di non essere coinvolto dall’imminente conflitto europeo, dichiarando la neutralità dell’Italia. Iniziava così un periodo tormentato, in cui il Paese sarebbe stato aspramente diviso fra neutralisti e interventisti, in un clima di crescente mobilitazione nazionalistica che alla fine avrebbe spinto il governo a ribaltare il tavolo e a intervenire, nel maggio 1915, a fianco della Triplice Intesa.

A un secolo di distanza, l’Italia porta ancora il segno del primo conflitto mondiale, non a caso conosciuto da tutti come ‘la Grande Guerra’. Una guerra dove per la prima volta l’Italia si è sentita per forza di cose una nazione, dopo un processo di unificazione guidato dall’alto. Una guerra di cui tutti ricordano Caporetto, il Piave, Vittorio Veneto, il Carso. Meno quei lunghi mesi di indecisione. Oggi l’Italia appare invece sfibrata da ben altre preoccupazioni: non più una guerra, ma la crisi economica, una classe dirigente ritenuta non all’altezza, una mancanza di prospettive di rilancio politico, economico e sociale.

Che fine hanno fatto i belligeranti di allora? Come nel 1914, Germania e Italia sono oggi legate da un legame stretto come non mai all’interno dell’Unione Europea, dove però rimangono dubbi e sospetti reciproci. Oggi in ambito economico, ieri in quello militare.

Negli ultimi mesi anche la Russia è tornata prepotentemente sulla scena, a causa della crisi ucraina. E ancora una volta l’Italia, a livello internazionale, per molti versi continua ad essere la grande indecisa d’Europa, come un secolo fa, quando dall’alleanza con Vienna e Berlino si passò a una neutralità indecisa, fino all’Intesa. Oggi molti in Europa additano Roma come la sponda preferita di Vladimir Putin nell’UE. Giudizio a tratti ingeneroso, considerati ad esempio i più che consolidati rapporti commerciali ed economici fra Russia e Germania.

Tuttavia, l’Italia, come un secolo fa, ha scelto la strada della moderazione, chiedendo che le sanzioni a Mosca lasciassero spazio al dialogo, alla de-escalation e ai tentativi di riconciliazione. La titubanza italiana verso sanzioni eccessive contro la Russia è venuta meno solo con l’abbattimento del volo MH17.

Ancora una volta quindi si ripete la domanda che attanaglia l’Italia da un secolo e più: che ruolo giocare a livello internazionale? Attore influente o grande indecisa?

(Luca Barana, via RivistaEuropae.eu)

Foto: Il generale Luigi Cadorna (wikimedia)

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