Il corridoio Baltico-Adriatico resta in Italia, sulle direttrici verso Trieste, Bologna e Ravenna

La eurodeputata Debora Serracchiani qualche giorno fa aveva annunciato da Bruxelles lo scampato pericolo – per il momento – della deriva in territorio sloveno del corridoio europeo Baltico-Adriatico, ed aveva confermato il superamento di un primo esame del tracciato italiano, con il voto positivo della commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo. Il corridoio della rete ferroviaria europea per il trasporto merci che da Danzica attraversa Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria, è previsto dunque entrare in Italia sulla direttiva Udine-(Trieste)-Venezia-Bologna-Ravenna. Lo ha ricordato ancora in un convegno a Ravenna, puntando l’attenzione sul porto della città romagnola, tappa finale della via di trasporto. E dove, approfittando della presenza del presidente dell’Autorità portuale ravennate e soprattutto dell’assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri, ha però evidenziato che per contrastare la proposta slovena di un tracciato diverso, dove è la Slovenia anziché l’Italia a goderne i frutti, “è necessario che i presidenti delle tre Regioni interessate, Emilia- Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia debbano confrontarsi e lavorare per non perdere questo tratto”. L’assessore Peri ha aderito all’invito ed ha affermato che “c’e’ il rischio di presentarci divisi alla meta, e non possiamo permettercelo. (…) Il Baltico e’ uno sbocco fondamentale per l’internazionalizzazione delle nostre imprese”. Per questo, anticipa, “chiediamo un tavolo presso il ministero per interloquire con i colleghi europei. Basta alla competizione fra piccoli orti”.

(Fonte: romagnaoggi.it , ilgiornaledelfriuli.net, La Redazione)

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