Quell’Europa che non (?) ci appartiene

Processo d’integrazione o pura utopia, una scomoda, se pur lecita, domanda che gli stati dell’Unione europea (Ue) si pongono a malincuore.

eu_euroscett_(EU Exposed-12178142053)

Da chi decide le sorti dell’Europa dall’alto della proprie cariche ai semplici cittadini europei oramai quasi del tutto incapaci di identificarsi a pieno con la comunità̀ di cui fanno parte. Una comunità̀ tanto voluta dai padri fondatori tra cui Jeannet Monnet, Robert Schuman, Konrad Adenauer.

Ciò̀ che si è in gran parte indebolito rispetto al passato, e che dovrebbe guidare l’essere cittadino europeo, è il famoso sentimento d’appartenenza, tanto forte quanto debole insieme, unito al consenso verso l’integrazione europea.

Cittadini europei in crisi d’identità

La responsabilità̀ di quello che può̀ essere definito un vero e proprio tracollo dell’appartenenza e del consenso è da imputarsi anche alla crisi economica che sta trascinando nell’occhio del ciclone tutti i 28 membri. Alcuni stati accusano risvolti apparentemente poco disastrosi, altri sono trascinati in una sorta di baratro senza fine che li porta a retrocedere nel percorso d’integrazione.

A esserne maggiormente colpiti sono i cittadini, fiduciosi comunque nell’Ue anche se la vedono come un’istituzione incapace di reagire efficacemente con misure appropriate atte ad affrontare un problema immane che sta letteralmente schiacciando le economie nazionali.

Prima fra tutte la sempre più̀ crescente disoccupazione (specie giovanile) in cima alla lista, e poi l’incapacità̀ di innalzamento del Pil, il calo dei consumi e molto altro, ma cosa ancor più̀ grave la crisi dello stesso sentimento d’appartenenza e consenso, punti cruciali su cui riflettere.

Con uno sguardo più̀ attento alla situazione interna italiana, essa appare alquanto disperata (termine più̀ adatto al momento) e priva, per adesso, di una soluzione che possa definirsi davvero soddisfacente. Ma la speranza di rimettersi in carreggiata al pari delle economie più forti è (o almeno sembra essere) più̀ grande della realtà̀ in cui ci si trova immersi. Si cerca di porre in essere misure che dovrebbero facilitare la ripresa, anche se non è ancora tempo di fare bilanci.

Risposta alla crisi

Ciò̀ che la crisi sta portando con sé non è tanto la difficile situazione economica (ormai giunta al limite) seppur devastante per tante economie nazionali tra cui la nostra, quanto piuttosto il sentirsi privati di quel senso d’appartenenza e consenso tanto forti e così agognati, da divenire forse solo un lontano ricordo.

Pertanto, quanto si chiede a coloro che occupano i vertici istituzionali europei è far luce su una questione (quella della crisi) che rischia davvero di rimanere in fondo all’agenda politica internazionale (come avvenuto per tante altre) e che invece dovrebbe costituire il punto centrale da cui muoversi. Non si può̀, e men che meno non si deve, lasciare che tale questione resti in sordina. Si dovrebbero piuttosto rafforzare l’appartenenza e il consenso da parte dei cittadini facendogli capire il valore dell’integrazione e l’importanza di essere parte di una stessa comunità̀.

A più̀ di mezzo secolo dalla sua nascita, è bene ricordare che il processo d’integrazione fu ideato e posto in essere con il preciso scopo di rendere gli stati (che avrebbero deciso di aderirne) parte di un tutt’uno, e con l’intento ancor più̀ forte di far sentire i cittadini parte di un tutt’uno. Di fronte alla grave situazione in cui oggi versa l’Ue è necessario saper reagire con fermezza alla retrocessione in atto.

Affinché l’Europa trovi nuovo slancio è necessario liberarla dalla morsa della crisi prima che questa le diventi mortale. Qualora questo dovesse avvenire, il senso d’appartenenza e il consenso europei dovranno rivalersi sulla crisi stessa spezzando quel legame, che specie negli ultimi tempi, li ha inesorabilmente uniti ad essa. Solo così la corsa all’indietro lascerà̀ definitivamente il posto ad uno sviluppo inarrestabile.

Elezioni europee 2014

Non si può̀ non citare il momento tanto atteso quest’anno delle ultime elezioni europee del 25 maggio che hanno decreteranno l’elezione dei nuovi europarlamentari. Quale occasione migliore per toccare con mano i veri sentimenti dei cittadini europei.

In un contesto di assoluta e palese difficoltà dettata dalla crisi, l’Ue dovrà̀ dimostrare di essere in grado di rimettere in piedi il progetto europeo per far sì che la delusione (oggi più̀ che mai presente) lasci il posto all’orgoglio di essere cittadini d’Europa.

(Giovanna Pellegrini, Università di Catania, via AffarInternazionali.it)

Foto EU Exposed@Flickr

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google