Attentato nei cieli dell’Ucraina, 295 morti. Miliziani filorussi i principali indiziati

missileBUK_(wikimedia)

295 vittime innocenti, di cui 80 bambini finiti schiantati nell’est dell’Ucraina controllato dalle milizie russe. Nella giornata di giovedì 17 luglio il Boeing 777 della Malaysian Airlines diretto da Amsterdam a Kuala Lumpur è stato abbattuto nei pressi di Torez, in Ucraina, a circa 50 chilometri dal confine con la Russia.

Come riportato da fonti certe, il velivolo è stato abbattuto ad un’altezza di 10 mila metri dal fuoco di un armamento di categoria BUK, un sistema in dotazione fornito alle forze armate prorusse che, da giorni, stanno operando ripetuti bombardamenti in territorio ucraino per contrastare la manovra di riconquista dell’esercito regolare dell’Ucraina dell’est del Paese.

Pronta è stata la riposta del Presidente ucraino, Petro Poroshenko, che ha denunciato l’ennesima prova dell’aggressione armata russa in Ucraina: un fatto che infrange il diritto internazionale, e che conferma le rinate velleità imperialistiche del presidente russo Vladimir Putin.

A sua volta il Premier ucraino Arseniy Yatsenyuk, per appurare le ragioni dell’accaduto, ha aperto un’indagine ufficiale a cui il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama ha dato pieno appoggio logistico e politico.

A confermare il coinvolgimento dell’esercito prorusso nell’abbattimento del velivolo civile malese, su cui, secondo fonti ben informate, viaggiavano cittadini di nazionalità anche olandese e statunitense, ci sono diverse prove riportate dai principali media internazionali, tra cui Radio Liberty e la CNN.

La prima, riguarda gli armamenti, dal momento in cui solo l’esercito filorusso è in possesso dell’apparecchiatura militare in grado di abbattere un aereo a circa 10 mila metri dal suolo.

La seconda è il trasferimento immediato delle scatole nere dell’aereo direttamente a Mosca, operata dai miliziani prorussi, per evitare che ad impossessarsene prima di una loro accurata manomissione fosse la comunità internazionale.

La terza sono le dichiarazioni del leader delle milizie prorusse di occupazione del Donbas, Igor Girkin, che sul social network Vkontakte si è vantato di avere abbattuto un aereo civile.

Oltre al post di Girkin, che l’interessato ha puntualmente cancellato a poche ore dall’accaduto, a confermare il coinvolgimento dei prorussi è la registrazione di una conversazione telefonica tra alcuni miliziani prorussi in Ucraina ed esponenti dell’esercito della Russia a commento dell’abbattimento del velivolo malese.

La registrazione riporta lo stupore, ed il timore, con cui i miliziani prorussi si sono resi conto di avere abbattuto un velivolo malese, e non ucraino.

Prima telefonata, tra il Capo dei miliziani prorussi Besler e il colonnello russo Geranin,
B: Un aereo è stato abbattuto proprio ora. Dallo squadrone “Minatore”. Sembra vicino a Yenakiyevo.
G: Dove sono i piloti?
B: Siamo andati a cercarli e fare delle foto ma sta fumando.
G: Quanti minuti fa?
B: 30 Minuti fa.

Seconda telefonata, tra il miliziano russo “Greco” e un Maggiore russo
M: Lo squadrone Chernukhinskiye ha abbattuto l’aereo. Dal posto di blocco di Chernukhinskiy. Li stazionano i cosacchi. L’aereo è esploso in aria. Vicino alla miniera Perropavlivska. Abbiamo riscontrato i primi 200 cadaveri. Si tratta di civili.
G: ….

Terza telefonata, sempre tra il “Greco” e il Maggiore
M: Al 100% è un aereo civile.
G: Vedo. Ci sono delle persone?
M: Un sacco.
G: Che tipo di aereo è?
M: non ne ho idea. Non ho visto la carcassa, solo cadaveri. Ci sono resti di consolle, sedili, corpi.
G: Ci sono armi?
M: per niente. Solo abiti civili, dotazioni mediche, fazzoletti, carta igienica.
G: Ci sono documenti?
M: Si, di uno studente indonesiano, della Università di Thompson. Cazzo.

L’Olanda passa con i Paesi UE risoluti con Mosca

Preso atto dell’accaduto, ora si attendono sviluppi anche sul piano politico. Da un lato, certa sembra essere la reazione dell’Olanda, che passa dallo schieramento dei Paesi UE ‘filo russi’ a quello dei Paesi che sostengono una linea risoluta nei confronti di Mosca.

Chi, invece, già apparteneva allo schieramento dei risoluti dell’UE nei confronti della Russia è la Gran Bretagna, che ha invitato a convocare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU in seduta permanente.

Gli USA sono determinati ad appurare la verità, anche perché a bordo dell’aereo, secondo indiscrezioni, avrebbero volato cittadini statunitensi.

L’Ucraina è intenzionata a dimostrare ancora una volta la presenza di militari russi sul suo territorio, e, sopratutto, il grado di aggressività al quale Putin è in grado di arrivare pur di soddisfare le sue mire imperialiste a spese dei Paesi ex-URSS.

La Russia, dal canto suo, ha addossato la responsabilità all’Ucraina, anche se non si capisce come mai le scatole nere dell’aereo abbattuto siano state consegnate dalle milizie di occupazione russe a Mosca.

Infine, in Italia si è avuto l’unico caso mondiale in cui la stampa non ha parlato di ‘attentato terroristico’, bensì solo di ‘incidente’.

Una posizione troppo prudente che la dice lunga sul grado della qualità dell’informazione in un Paese troppo legato alla Russia per interessi economici ed energetici.

(Matteo Cazzulani, analista politico dell’Europa Centro-Orientale)

Foto wikimedia

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