Il Ministero delle Finanze intende risparmiare con licenziamenti di massa

È probabile che migliaia di impiegati dovranno cercarsi un nuovo lavoro il prossimo anno, il Ministro delle Finanze Ivan Miklos intenderebbe utilizzare i licenziamenti come una delle principali misure per stabilizzare l’economia, scrive il quotidiano Pravda in prima pagina ieri. Miklos ha inviato una lettera ai Ministeri e agli organi della pubblica amministrazione informando che riceveranno il 10% di risorse finanziarie in meno per gli stipendi rispetto al 2010. Dunque il risparmio si dovrebbe realizzare  tramite licenziamenti, il che significa che circa 20.000  dei 230.000 impiegati potrebbero perdere il loro posto di lavoro.

Circa 140.000 sono i dipendenti pagati dallo Stato, quindi nella diretta dipendenza del Ministro delle Finanze. I rimanenti dipendenti (110.000) sono di competenza degli enti locali, che non hanno mezzi finanziari. Gli insegnanti, comunque, non saranno interessati dai tagli.
La manovra del Ministero dovrebbe portare un recupero di 380 milioni di euro, di cui circa 300 milioni per gli stipendi. Altri 80 milioni, secondo Miklos, dovrebbero essere salvati presso i vari Ministeri con un taglio alle spese per l‘acquisto di beni e servizi del 10%.
I licenziamenti di massa di impiegati statali avrebbero però un effetto decisamente negativo sull’occupazione, aumenterebbero di un ulteriore punto percentuale l‘attuale alto livello di quasi il 15% di disoccupazione. Comunque, questo costerà allo stato circa 100 milioni di euro: gli impiegati licenziati ricevono infatti cinque stipendi, e la loro retribuzione media raggiunge un lordo di 950 euro.

(Fonte Pravda)

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