Marijuana, cocaina e le altre: quando le droghe fanno male all’ambiente

marijuana, droga (foto morgan200 @ flickr)

Quando sentiamo l’espressione “sostanze illecite”, tendiamo a pensare automaticamente alla tossicodipendenza, a vite spezzate e disintossicazione. A seconda delle opinioni e delle esperienze personali, la nostra mente spazia fra varie idee e concetti prima di soffermarsi sulla questione ambientale.

La consapevolezza dei pericoli che corrono gli individui e la società a causa dell’abuso di droghe è ormai diffusa, tuttavia gli effetti di queste sostanze su larga scala sono ancora poco conosciuti. Nonostante la questione sia scarsamente affrontata o approfondita, le droghe esercitano un preoccupante effetto dannoso sull’ambiente. Ciò non significa in alcun modo sminuire l’impatto sociale e personale derivante dal consumo di stupefacenti, bensì piuttosto prendere in considerazione tutte le ripercussioni che le droghe possono scatenare nella nostra vita.

Ad esempio, la coltivazione e la lavorazione delle sostanze illecite ha già contribuito in maniera significativa alla deforestazione, all’inquinamento e altro ancora. Qui di seguito viene riportato un elenco delle droghe più pericolose, con particolare attenzione all’impatto che esse esercitano sulla nostra società.

Cocaina

La cocaina è una delle sostanze più antiche e diffuse nella nostra società e, inoltre, è uno dei principali nemici dell’ambiente. È stata consumata in diversi modi nel corso degli anni, ma da oltre un secolo viene assunta perlopiù sotto forma di cocaina idrocloride. L’utilizzo delle  foglie della pianta di coca, da cui si ricava questa sostanza, risale a oltre mille anni fa.

Pertanto, la prima e più evidente conseguenza di tale abuso consiste proprio nella deforestazione delle regioni in cui cresce questa pianta, ossia le foreste pluviali di Perù, Bolivia e Colombia. La deforestazione lascia un’impronta significativa nell’ambiente sotto molteplici aspetti: abbandono degli habitat naturali da parte degli animali, alterazione dell’equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica a causa della scarsità di piante, mancanza di biodiversità e aumento dell’erosione del suolo.

E questa è solo la punta dell’iceberg. Per la coltivazione delle piante di coca, vengono utilizzati i pesticidi, i quali rappresentano un’ulteriore fonte di inquinamento per il suolo. I contadini, inoltre, inquinano anche l’aria, bruciando i campi per fare posto a nuove colture.

Infine, durante la lavorazione di questa sostanza per ricavare la polvere consumata oggigiorno, vengono rilasciate varie sostanze chimiche, tra cui acido solforico, etere etilico, acetone e kerosene, le quali vengono stoccate nel terreno, provocando la morte di innumerevoli mammiferi, uccelli, rettili e anfibi.

Eroina

In analogia con la cocaina, anche l’eroina viene ricavata da una pianta – il papavero – e, proprio come la cocaina, esercita un impatto distruttivo per l’ambiente. In questo caso, la vittima principale è la Birmania, regione del sud-est asiatico, in contrapposizione al Sud America coinvolto nella produzione di cocaina. Ancora una volta, l’habitat di molti animali selvatici viene costantemente distrutto e l’erosione del suolo cresce sempre più. In Birmania, ogni anno vengono bruciati milioni di ettari di vegetazione per far posto a nuovi campi di oppio.

E questo è solo uno dei tanti problemi, dal momento che la situazione peggiora sensibilmente con la trasformazione dell’oppio in eroina. Infatti, una volta perfezionato il prodotto, i laboratori incaricati di effettuare questa lavorazione smaltiscono le sostanze chimiche e i rifiuti nei fiumi, provocando danni ambientali che si diffondono altresì in Cina, Indonesia e molte altre regioni asiatiche.

Metamfetamine

A differenza delle sostanze ricavate dalle piante, le metamfetamina sono costitute da una miscela di sostanze chimiche tossiche che spaziano dai diluenti per vernici, ai prodotti per scarichi e  tubature, acidi delle batterie, metalli reattivi e compresse per raffreddore e influenza che contengono pseudoefedrina.

Secondo le stime, ogni libbra di metamfetamina prodotta genera cinque-sei libbre di rifiuti tossici, i quali vengono successivamente smaltiti solitamente attraverso gli scarichi domestici. Tutto ciò provoca l’inquinamento del suolo e la contaminazione delle falde acquifere sotterranee, con conseguenze preoccupanti per gli esseri umani, la flora e la fauna. Infine, ogni area interessata dall’inquinamento generato dalle metamfetamine deve essere completamente incenerita, inquinando ulteriormente l’aria nel corso del processo di risanamento.

Marijuana

Un’altra pianta che influisce negativamente sull’ambiente è la cannabis, da cui si ricava la marijuana. Le conseguenze della coltivazione di questa pianta variano leggermente a seconda del luogo in cui si trova la piantagione. Infatti, se coltivata all’aperto, essa provoca deforestazione e inquinamento da pesticidi, proprio come la coca e l’oppio.Tuttavia, le piante di cannabis vengono coltivate anche negli ambienti domestici, con vari problemi legati all’energia consumata per illuminare, innaffiare e mantenere la temperatura ideale per la crescita delle piante.

Ovviamente, queste non sono le uniche sostanze illecite dannose per l’ambiente, tuttavia sono quelle maggiormente prodotte e consumate, con un notevole impatto ambientale.

(Fonte GreenReport.it)

Foto morgan200/flickr, CC-NY-NC-SA

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