Ucraina: diversificazione forniture di gas con gasdotto dalla Slovacchia

La compagnia energetica slovacca Eustream dà il via libera allo sfruttamento in senso inverso del gasdotto Vojani per l’invio in territorio ucraino di 16,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il colosso energetico nazionale di Kiev Naftohaz indice un’asta per importare più energia anche da Polonia ed Ungheria.

eustream

Un restauro di 20 milioni di euro per garantire la diversificazione delle forniture di gas dell’Ucraina e integrare Kiev all’Europa, per lo meno dal punto di vista dell’energia. Nella giornata di martedì 8 luglio la compagnia energetica slovacca Eustream ha dichiarato che a breve sarà possibile avviare l’utilizzo del gasdotto Vojani per inviare in territorio ucraino 16,5 miliardi di metri cubi di gas.

Come ha riportato l’agenzia Bloomberg, la manovra è possibile in seguito alla ristrutturazione del gasdotto Vojani, infrastruttura inattiva da 15 anni costruita per alimentare un’industria elettrica a gas mai realizzata, che ora Eustream sta ristrutturando per permettere il transito del gas da ovest verso est.

Il gasdotto Vojani – concepito inizialmente per veicolare il gas da est verso ovest – consentirà all’Ucraina di ricevere la giusta quantità di oro blu che, aggiunta alle riserve conservate nei siti di stoccaggio ucraini, permetterà a Kiev di superare l’inverno senza temere tagli delle forniture da parte della Russia.

Per rafforzare la diversificazione delle forniture di gas dal monopolio di Mosca, da cui Kiev dipende per il 92% del proprio fabbisogno, la compagnia nazionale ucraina Naftohaz ha indetto un’asta per appaltare la commessa per le forniture di gas attraverso i gasdotti di Ungheria e Polonia.

Ad oggi, il sistema infrastrutturale energetico ungherese e quello polacco sono sfruttati dall’Ucraina per importare 55 milioni di metri cubi di gas per due mesi: una quantità molto bassa, che Kiev vorrebbe incrementare ad almeno 15 milioni di metri cubi al giorno.

Tecnicamente, l’importazione di carburante da ovest non è da definirsi una diversificazione, in quanto il gas importato dall’Ucraina attraverso i gasdotti di Slovacchia, Polonia e Ungheria, è acquistato in Germania e proviene dalla Russia, che attraverso il gasdotto Nordstream, realizzato sul fondale del Mar Baltico, rifornisce il mercato tedesco di 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Tuttavia, il gas russo, una volta giunto in Germania, è commercializzato dalla compagnia tedesca RWE secondo le regole dell’Unione Europea improntate sulla trasparenza e sulla libera concorrenza. Per questo, acquistando gas dall’UE, e non più solo dalla Russia, l’Ucraina si integra appieno nel mercato energetico europeo.

L’Unione Energetica Europea prende il via

La decisione di importare gas russo attraverso i gasdotti di Slovacchia, Polonia e Ungheria è dovuta anche alla necessità di reperire energia nel più breve tempo possibile, dopo che la Russia, oltre ad avere invaso militarmente la Crimea e le regioni orientali del Paese, ha tagliato le forniture di oro blu all’Ucraina lo scorso 26 giugno.

La posizione dei russi è stata presa in seguito alla rottura delle trattative con la parte ucraina e con la Commissione Europea per il rinnovo dei contratti: il monopolista statale russo Gazprom, la longa manus del Cremlino, ha imposto a Naftohaz il tariffario di 385 dollari per mille metri cubi, mentre Kiev, che ha accusato la natura politica del prezzo di Mosca, si è detta disposta a pagare per la stessa quantità 326 dollari.

Il braccio di ferro sul gas tra Russia e Ucraina, che ha interrotto le forniture di gas verso l’Europa, ha spinto l’UE ad accelerare la realizzazione dell’Unione energetica Europea. Questo progetto, concepito dal Premier polacco Donald Tusk e sostenuto dal Presidente francese Francois Hollande, prevede la diversificazione delle forniture di gas mediante la realizzazione di nuovi gasdotti e rigassificatori, la liberalizzazione del mercato dell’energia, e la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei Paesi UE.

Un passo a supporto dell’Unione Energetica Europea è stato compiuto dal Parlamento Europeo che lunedì 7 luglio ha eletto rispettivamente alla presidenza e alla vicepresidenza della Commissione Energia – ITRE – due personalità che sostengono convintamente questo progetto: l’ex Premier polacco Jerzy Buzek e l’ex Ministro degli Affari Comunitari italiano Patrizia Toia.

Da attendere è anche il nome del prossimo Commissario UE all’Energia, per la cui carica il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, dovrà affrontare la concorrenza dell’uscente tedesco Gunther Oettinger.

(Matteo Cazzulani, Analista Politico di Europa Centro-Orientale)

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