80 gradi sottozero, Cacciapaglia live a Bratislava

cacciapagl_brati_(foto_IIC_ZHanout)

Il concerto di Roberto Cacciapaglia organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ambasciata d’Italia che ha aperto in Slovacchia il semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea è andato oltre ogni più ottimistica previsione, con biglietti ricercatissimi, ma introvabili ormai da giorni.

Le ragioni dell’interesse verso questo compositore credo siano varie, Cacciapaglia scrive musica colta, comprensibile che riesce ad intrattenere – senza mai scadere nel banale – e contemporaneamente suscita delle emozioni profonde.

La musica di Cacciapaglia è una meravigliosa malinconia, sono petali di rosa che cadono, è guidare di notte su strade semivuote, sono lacrime che scorrono, è pioggia che rompe il silenzio, sono ricordi che riaffiorano, nuvole che si dissolvono, è il classico che incontra il moderno.

Nella suggestiva cornice dell’Auditorium della Radio Nazionale Slovacca, definito dall’artista un “tempio della musica”, il geniale musicista milanese ha eseguito brani dall’ultimo album “Alphabet” e da altri precedenti quali “Ten directions”, “Quarto tempo” e “Canone degli spazi”, scritti per pianoforte e orchestra ed eseguiti per la prima volta in versione più intimista con l’accompagnamento della violoncellista slovacca Silvia Longauerova. Alcuni di questi spiegati direttamente dall’autore il quale ha così stabilito un rapporto ancora più profondo con il pubblico, come nel caso del primo Antartica, composto per accompagnare l’European Space Agency durante la recente spedizione nella stazione polare Concordia, dove un gruppo di ricercatori provenienti da tutto il mondo è rimasto 9 mesi in isolamento, a 80 gradi sotto zero, spesso nel buio più totale.

Straordinario anche How long, ultimo brano prima dei bis, scomposto e ricomposto allo Steinway and Sons come se fosse stato un cubo di Rubik.

Tutto il concerto è stato una condivisione collettiva di emozioni la cui intensità è salita  gradualmente, creando una energia quasi fisica che è salita nei momenti in cui il compositore ha suonato i suoi pezzi più epici.

Una lunga e meritata standing ovation ha concluso uno degli eventi più attesi e prestigioso del 7° Festival italiano in Slovacchia “Dolce vitaj”

L’evento svolto sotto il patrocinio del Ministro della Cultura slovacco Marek Maďarič e del Sindaco di Bratislava Milan Ftáčnik è stato interamente registrato dalla Radio Nazionale Slovacca per un’imminente trasmissione sulle frequenze di Radio Devin.

(Marco Gerbi)

Foto IIC / Zdenko Hanout

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