Kiska nomina un solo giudice costituzionale e chiede il voto palese al Consiglio giudiziario

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In tre settimane dal suo insediamento il nuovo Presidente Andrej Kiska si è già posto in posizione polemica sulle scelte che riguardano l’alta magistratura rispetto alle indicazioni provenienti dal Parlamento. Tre dei giudici della Corte Costituzionale sono arrivati a scadenza il 4 luglio, e il Presidente era chiamato a nominarne di nuovi tra una rosa di sei candidati scelta dal Parlamento slovacco nei mesi di aprile e maggio. Ma Kiska per il momento ha decido si nominarne soltanto uno, il giudice Jana Baricova, respingendo la candidatura degli altri cinque e chiedendo ai deputati di nominare altri candidati. La Baricova era stata a suo tempo proposta al Parlamento dall’ex presidente della Corte Suprema, il chiacchierato Stefan Harabin.

Kiska non ha specificato le ragioni per cui ha deciso di nominarla, ma ha detto che le persone candidate e non nominate, con le quali ha avuto dei colloqui personali, non avevano sufficienti requisiti per divenire giudici della Corte Costituzionale. Mi sono comportato in linea con la mia coscienza e rimango fermo nella mia decisione, aveva detto Kiska. Per prendere la sua decisione il Presidente è stato aiutato da un gruppo di consiglieri, composto da giuristi e giudici in gran parte. Chi viene nominato alla carica di giudice della CC rimane in carica per 12 anni.

La mossa non è piaciuta al capo del Parlamento Pavol Paska (Smer-SD), il quale ha sottolineato come il presidente sia debba assicurare il corretto funzionamento degli organi costituzionali, e in questo modo è venuto meno ai suoi doveri. Dello stesso avviso il Primo ministro Robert Fico secondo il quale, con questa decisione, Kiska ha violato la Costituzione. Come risultato, il Parlamento non nominerà i nuovi candidati da lui richiesti.

L’ex Presidente del Parlamento Pavol Hrusovsky (del partito di opposizione cristiano democratico KDH) ha espresso un pensiero in linea con quello dei funzionari socialdemocratici. Se fosse al posto di Paska, ha detto, si rivolgerebbe direttamente a Kiska chiedendogli di nominare i giudici. Il Presidente, ha sottolineato, dovrebbe rispettare la decisione del Parlamento.

Dopo questo episodio, Kiska ha di nuovo mostrato una nuova linea di movimento riguardo al Consiglio giudiziario, l’organismo deputato alla nomina dei giudici. Secondo il presidente, il Consiglio giudiziario dovrebbe votare in modo pubblico e trasparente, e non segreto, anche per quanto riguarda la votazione per il capo della Corte Suprema, il cui primo voto il mese scorso non a portato a un nulla di fatto. Per questa ragione ha restituito al Parlamento la modifica della legge sulla magistratura che era stato approvato dai legislatori il 4 giugno. Il Parlamento non ha tuttavia accettato l’opinione del presidente e ha di nuovo votato l’emendamento nella sua forma originaria, rendendola così effettiva nonostante il veto del capo dello Stato. In questo caso l’opposizione, d’accordo con Kiska, chiede che il voto segreto non fa che aumentare corruzione e manipolazione, alle spese della trasparenza.

(Red, fonti di stampa)

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