Banche dati online: l’Antitrust italiana interviene ancora contro l’Avron

Nuovo intervento dell’Antitrust contro le società che attraverso la raccolta di dati aziendali inducono le microimprese a sottoscrivere costosi abbonamenti a pagamento. L’Autorità ha infatti sanzionato per 550.000 euro complessivi la slovacca Avron di Bratislava e l’azienda greca IPDM (Internet Publishing &Demand Management): la prima invia comunicazioni che, dietro la richiesta di una tempestiva verifica dell’esattezza dei dati corso presenti su un database online, nascondono abbonamenti a pagamento. IPDM interviene successivamente nella fase di recupero dei supposti crediti. Si tratta del quarto provvedimento adottato quest’anno dall’Autorità per arginare il fenomeno della richiesta di denaro alle microimprese a fronte di registrazioni mai richieste su banche dati online di società domiciliate all’estero.

Simili i meccanismi messi a punto dalle diverse imprese sanzionate dall’Autorità. In particolare Avron, con sede a Bratislava, raccoglie i dati aziendali delle microimprese italiane, in maniera unilaterale e non richiesta, inserendoli nel proprio database online denominato “Registro del Mercato Nazionale”. Successivamente invia alle microimprese preregistrate una comunicazione commerciale apparentemente volta a sollecitare la correzione o l’aggiornamento dei dati aziendali pre-inseriti mediante la compilazione del modulo allegato. In realtà il tono aggressivo della comunicazione, unitamente alla grafica impiegata, spinge le microimprese a sottoscrivere il modulo per evitare di incorrere nelle conseguenze negative minacciate dalla comunicazione stessa, finendo così per aderire a un costoso abbonamento pluriennale per un servizio di annunci pubblicitari.

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