Verde Cortina, dove una volta si giocava alla Guerra fredda. Dal reportage al libro

Hanno fatto nell’aprile scorso un viaggio lungo l’ex Cortina di ferro. Duemila chilometri di tragitto lungo e tortuoso, da Lubecca a Trieste, seguendo quella che è stata la frontiera per antonomasia del secolo scorso, luogo di scontro tra due civiltà e ideologie, un’interminabile striscia di terra di nessuno ove la Guerra fredda trovò il suo terreno più fertile. L’occasione? I 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, dunque dal ritorno in Europa, nell’autunno del 1989, di sei paesi del blocco orientale (Germania Orientale, Polonia, Cecoslovacchia – oggi Repubblica Ceca e Slovacchia – Ungheria e Slovenia). Ad ogni tappa ha corrisposto un reportage, pubblicato con cadenza quasi quotidiana sull’Huffington Post (e sul loro sito), raccontato in contemporanea con collegamenti telefonici attraverso Radio Radicale.

La cosa forse più curiosa è vedere che, mentre altrove in Europa i confini nazionali – annullati da Schengen alcuni anni fa – sono spesso poco visibili e lasciano intravedere una continuità di abitati e campagne coltivate, la Cortina di ferro ha lasciato una frattura proprio a causa di questa terra di nessuno, una banda di territorio che si può allargare fino a due-trecento metri che per quarant’anni è rimasta terreno incolto, regno solo dei militari di frontiera, di recinzioni, cavalli di frisia e torrette di guardia. Anche da questo il titolo del progetto: “Verde cortina”.

L’itinerario del viaggio Verde Cortina

I protagonisti del viaggio sono Matteo Tacconi, giornalista che si occupa in particolare di Europa centro-orientale ed ex Unione sovietica, e il fotografo Ignacio Maria Coccia, le cui immagini hanno accompagnato i resoconti di questa Europa trasformata, e ancora oggi in parte in trasformazione.

Ora il passo successivo di Matteo e Ignazio è passare dal web alla carta, dal virtuale al reale, facendo diventare il viaggio un libro. Per fare questo, i due autori hanno lanciato una campagna di crowdfunding, che giù ha raggiunto pochi giorni fa l’obiettivo minimo di 4.000 euro per sostenere i costi di produzione, anche se la raccolta fondi prosegue fino al 30 giugno.

Fra poche settimane, chi ha partecipato alla campagna potrà ricevere il libro tanto sudato. Mentre gli altri potranno ordinarlo successivamente.

Qui un passaggio del reportage che riguarda il confine tra Austra e Slovacchia:

«[…] Al giorno d’oggi Vienna e Bratislava vengono spesso definite città gemelle. Forse s’abbonda con la retorica, ma il gioco di sponda c’è. A livello di turismo è attiva una linea fluviale che le collega. Sul piano infrastrutturale c’è un’autostrada, inaugurata subito dopo che la Slovacchia è entrata nell’area Schengen, nel 2007, che permette di divorare i sessanta chilometri e poco più che separano i due centri. Sul versante dell’economia, infine, le due capitali costituiscono la spina dorsale di Centrope, una regione cucita a cavallo tra Austria, Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca che si propone come polo paneuropeo di sviluppo economico e conoscenza. Tra queste terre, venticinque anni fa, transitava la cortina di ferro. […]».

Chi volesse partecipare alla raccolta fondi può farlo a questa pagina: http://www.kisskissbankbank.com/verde-cortina.

(P.S.)

Foto:  © Ignacio Maria Coccia, verdecortina.com

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