Italia, da non perdere − “Il Veneto di Paolo Veronese” in 5 grandi mostre e 32 tappe

Pochi artisti come Paolo Veronese (Verona 1528 – Venezia 1588) hanno saputo catturare i colori del Veneto del Rinascimento, la luminosità dei suoi spazi, la sontuosità delle sue architetture. Un viaggio nel tempo in un’epoca dove architettura, pittura e scultura diedero vita ad una civiltà straordinaria.

Nei prossimi mesi una serie di cinque mostre riporterà nel Veneto capolavori che da secoli hanno lasciato questo territorio. Accanto ad esse un itinerario che si allarga a comprendere trentadue siti fra ville, chiese e palazzi, presenterà la storia le opere e la magia dei luoghi di Paolo Veronese, 75 anni dopo l’ultima grande mostra a lui dedicata.

La Regione Veneto ha voluto raccontare l’insieme delle iniziative in una cornice unitaria per condividere l’emozione della scoperta di un grande maestro del Rinascimento.

Momento culminante delle celebrazioni veronesiane nel Veneto sarà la grande mostra “Paolo Veronese. L’illusione della realtà” allestita al Palazzo della Gran Guardia, a Verona, dal 5 luglio al 5 ottobre prossimi (www.mostraveronese.it).

«L’arte di Paolo Caliari detto il Veronese», raccontano i curatori Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio, e Bernard Aikema, «torna nella sua città natale con una mostra dedicata alla sua figura e alla sua opera, promossa e organizzata dal Comune di Verona, Direzione Musei d’Arte e Monumenti, insieme con l’Università di Verona e la Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici, in associazione con la National Gallery di Londra».

L’esposizione vedrà esposte oltre 100 opere, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali e presenterà Veronese attraverso sei sezioni espositive: la formazione, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti da Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio, la committenza, i temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro.

Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier.

Parallelamente a Vicenza, al Palladio Museum, verranno riuniti per la prima volta dopo secoli quattro splendidi dipinti che costituivano un ciclo allegorico per un palazzo pubblico veneziano: “Quattro Veronese venuti da lontano. Le Allegorie ritrovate” (www.palladiomuseum.org).

«Siamo in grado di ricostruire un episodio affascinante e misterioso della produzione di un Veronese poco più che ventenne, negli anni delle sue prime collaborazioni con Palladio e Daniele Barbaro», dichiara Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum, che cura la mostra con Giovanni Agosti e Vittoria Romani. «Veronese realizzò per un palazzo veneziano quattro splendidi dipinti allegorici, che celebrano arti e scienze. Si conoscevano solo attraverso delle – brutte – copie conservate al Musée des Beaux-Arts di Chartres, ma nel 1974 due delle quattro tele originali emersero all’improvviso sul mercato antiquario, prontamente acquistate dal Los Angeles County Museum. Le due ancora mancanti all’appello sono state scoperte nei mesi scorsi in una villa di proprietà pubblica sul Lago Maggiore, da una giovane studiosa, Cristina Moro, che stava svolgendo ricerche per la sua tesi, guidate da Agosti. Ora siamo in grado di presentarle tutte e quattro insieme al Palladio Museum insieme agli esiti delle nuove ricerche dirette da Vittoria Romani».

 

Dal 7 settembre e sino all’11 gennaio, al padovano Museo agli Eremitani sarà allestita la mostra “Veronese e Padova. L’artista, la committenza e la sua fortuna” (http://padovacultura.padovanet.it/it/musei).

«Paolo Veronese», sostiene il direttore dei Musei Davide Banzato, «a partire dalla metà degli anni cinquanta del secolo XVI, dipinse alcuni dei suoi capolavori per Padova e il suo territorio, lavorando per i potenti Benedettini e altri ordini religiosi. Il fratello e i figli, eredi della bottega, continuarono a operare nel padovano; già nel Cinquecento artisti come Zelotti e Varotari, specialisti nella decorazione di ville e nella produzione di pitture religiose, si espressero sulla scia dello stile del Caliari. All’inizio del Seicento a Padova Damini fu protagonista di una reinterpretazione di Veronese in chiave controriformistica. Qualche decennio dopo, grazie a figure come Pellegrini, Lèfevre e Fumiani, si assiste a un vero e proprio revival, culminato con il grande Sebastiano Ricci nella diffusione su scala europea della pittura chiara e brillante di Paolo. La mostra, valendosi di una cinquantina di dipinti e importanti esempi di grafica, raccoglie le opere padovane di Paolo e ne documenta la fortuna nel territorio fino tutto il secolo XVII».

Nello stesso periodo a Castelfranco Veneto, al Museo Casa del Giorgione, sarà da ammirare la mostra “Veronese nelle Terre di Giorgione” (www.museocasagiorgione.it) dedicata soprattutto ai frammenti della decorazione di villa Soranza a Treville, demolita nell’Ottocento, e ai legami dell’artista con il territorio castellano.

L’occasione per scoprire le opere di Veronese nelle Terre di Giorgione e il “filo rosso” che lega i due grandi artisti veneti è dato dalla piccola ma preziosa mostra che si terrà dal 12 settembre 2014 all’11 gennaio 2015 nel Museo Casa Giorgione a Castelfranco Veneto, ove verrà rievocato l’importantissimo episodio degli affreschi di Villa Soranzo a Treville realizzati da un giovanissimo Veronese alle prese con la sua prima grande impresa decorativa. Alcuni degli affreschi staccati dopo la distruzione della Villa – compreso l’imponente Minerva tra la Geometria e l’Aritmetica conservato a Palazzo Balbi – insieme al modello tridimensionale della Soranza, al ritratto del nobile committente “firmato” da Jacopo Tintoretto e ad altri interessanti documenti storico-artistici di riferimento, daranno conto di questa opere dimenticata eppure centrale nella formazione del grande maestro. A completare l’iniziativa “Veronese nelle Terre di Giorgione” ci sarà, insieme alla mostra, un bellissimo itinerario che comprende Villa Maser – con il memorabile ciclo veronesiano -, Villa Emo e Villa Corner Chiminelli, per assaporare il “Trionfo della decorazione in Villa“.

Infine a Bassano del Grappa in Palazzo Sturm si potrà vedere “Veronese inciso. Stampe da Veronese dal XVI al XIX secolo” (www.museibassano.it) dal 14 settembre 2014 al 19 gennaio 2015, con una selezione di prestigiosi fogli di traduzione da Paolo Veronese dalla collezione tardosettecentesca di Giuseppe Remondini, donata alla Città nel 1847, nel Museo dedicato alla maggiore stamperia europea del Settecento, premio ICOM 2010.

Le cinque esposizioni, che nell’insieme offrono un approfondimento mai realizzato sino ad oggi intorno al Veronese e al momento storico-artistico in cui egli operò, sono il punto di partenza per un fitto itinerario in 32 tappe, che percorrerà l’intero Veneto alla scoperta, o riscoperta, di ville, chiese, palazzi e musei che conservano affreschi e testimonianze del genio veronesiano e di artisti che con lui hanno collaborato o che da lui sono stati influenzati.

(Fonte aise)

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Immagini: dall’alto – Autoritratto, Museo Ermitage, San Pietroburgo, cca 1560 (wikimedia commons CC0), Lamentazione su Cristo morto, Museo Castelvecchio (VR), cca 1547 (wikimedia commons CC-BY-SA), Incoronazione della Vergine, San Sebastiano (VE), cca 1555 (wikimedia commons CC0), San Nicola vescovo di Myra, Venezia cca 1580 (wikimedia commons CC0), Marte e Nettuno, Palazzo Ducale (VE), cca 1575 (wikimedia commons CC0), Figure dietro a un parapetto (affresco trompe l’oil), Villa Barbaro di Maser (TV), cca 1560 (wikimedia commons CC0), Sala a Crociera (affresco), Villa Barbaro di Maser (TV), cca 1560 (wikimedia commons CC0)

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