Fico: no a riduzione dell’IVA al 19%

Sbagliato riabbassare l’aliquota dell’Imposta sul valore aggiunto dall’attuale 20% al 19%, come era fno al 2011. Così il Primo ministro Robert Fico che è intervenuto a una conferenza internazionale a Bratislava il 23 giugno. Riducendo l’IVA di un punto percentuale non si avrà assolutamente alcun impatto sui prezzi, ha sostenuto, perché i rivenditori non abbasseranno i prezzi di conseguenza. Sarebbe come regalare 200 milioni di euro ai dettaglianti, ha rimarcato. Io preferisco invece ridistribuire qui 200 milioni ai cittadini, ha spiegato: «Questa è la nostra filosofia». Sulla questione il Premier è in attesa di una raccomandazione finale da parte degli esperti del Ministero delle Finanze.

Già la scorsa settimana il Fondo monetario internazionale (FMI) aveva fortemente caldeggiato il governo, alla fine di una missione di diversi giorni in Slovacchia, di non decidere la riduzione dell’aliquota IVA, nonostante la questione sia regolata da una legge adottata dal precedente esecutivo di Iveta Radicova nel 2010. Se l’IVA fosse tagliata di 1 p.p., ha sostenuto il FMI, le casse pubbliche perderanno entrate fiscali equivalenti allo 0,3% del Prodotto interno lordo, una percentuale corrispondente alla decima parte del tetto massimo di deficit del 3% del PIL previsto dai trattati europei.

Della questione aliquota IVA di parlerà, ha detto Fico, anche nell’imminente congresso che il 28 giugno vedrà il partito Smer (che ha la maggioranza in Parlamento e regge il governo monocolore socialdemocratico) discutere di diverse faccende, inclusi dei cambi ai vertici del partito e di alcuni ministeri. Fico vorrebbe usare quei soldi per “programmi positivi” come parte di un più ampio pacchetto di misure del governo.

La legge attualmente in vigore prevede che l’aliquota IVA sia automaticamente ridotta di nuovo al 19% quando il disavanzo delle finanze pubbliche scenda al di sotto del 3% del PIL. Dopo un primo flash dai dati Eurostat dello scorso anno che hanno confermato il ritorno del paese sotto il 3%, ora la Slovacchia è in attesa della conferma da parte della Commissione europea dell’uscita dalla lista nera dei paesi sotto osservazione, nella quale si trovava dal 2010, quando il disavanzo del bilancio pubblico arrivò all’8%.

(La Redazione)

Immagine: elaboraz. B.Slovacchia

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