Oggi Italia-Costa Rica: 7 motivi per cui dobbiamo temerli

Alla scoperta dei Ticos, i centroamericani che oggi sfidano gli Azzurri. Tra numeri, segreti, dvd pre-partita e una stellina del futuro che ama twittare.

Inizialmente si pensava potesse essere la Cenerentola del girone. La squadra con cui Uruguay, Italia e Inghilterra avrebbero avuto vita facile. Insomma, la classica matricola sfortunata che capita nel gruppo sbagliato al Mondiale sbagliato. Invece all’esordio ha sorpreso tutti. La Costa Rica, avversaria dell’Italia di Cesare Prandelli oggi alle 18 nella seconda giornata del gruppo D, si candida come vera rivelazione del Mondiale brasiliano. I Ticos, come vengono soprannominati, affronteranno Balotelli e compagni senza pressioni, con la consapevolezza di non aver niente da perdere. Una Nazionale insidiosa, quella centroamericana, che potrebbe anche mettere in difficoltà l’Italia. Come? Proviamo a capire, in sette distinti punti, perché la Costa Rica merita di essere rispettata e temuta.

È una nazione che vive di calcio

Lo sport principale nella Repubblica caraibica è da sempre il calcio. Pur contando solamente poco più di quattro milioni e mezzo di abitanti, infatti, la Costa Rica è da sempre una delle Nazionali più rappresentative dell’America Centrale. A livello globale è forse poco considerata (su Twitter la federazione ha solo 91mila follower,  la seconda peggiore del Mondiale dopo l’Honduras), ma vanta quattro partecipazioni ai Mondiali e nel 1990, proprio in Italia, riuscì anche a qualificarsi agli ottavi di finale.

Sono i più felici del mondo

La Erasmus University di Rotterdam, inoltre, ha recentemente stilato una classifica degli Stati nei quali si vive più felici e la Costa Rica è al primo posto assoluto: in un range da 1 a10, ha una valutazione di 8,5, con 66,7 anni di happy life years. Insomma, calcio ed allegria, comunque vada.

La carica dei Dvd pre-partita

Il tecnico Jorge Luis Pinto, di cui parleremo dopo, ha instaurato una sorta di rituale pre-partita. Ai suoi giocatori ha fornito un dvd con il documentario della storica impresa del Costa Rica 1990. “Serve per caricarsi e capire quello spirito”, ha spiegato alla vigilia del Mondiale. E alla prima partita sembra essere servito.

La coppia Pinto-Wanchope

Il primo è l’allenatore, Jorge Luis Pinto. Un sergente di ferro colombiano, che in passato ha anche guidato la Colombia, e che applica allenamenti rigidi e regole ferree. Non a caso, fisicamente, la Costa Rica è apparsa tra le più in forma del Mondiale. Il secondo è Paulo Wanchope, vice allenatore e mito del calcio costaricano. Secondo miglior marcatore di sempre della Nazionale e unico a segnare in due Mondiali consecutivi, 2002 e 2006. Insieme portano esperienza, carattere e grinta.

Joel Campbell, la stellina che twitta le figurine

Un fulmine, una freccia, che quasi da solo ha messo in ginocchio l’Uruguay. Il ragazzino classe 1992, di proprietà dell’Arsenal, pare avere le stigmate del predestinato. A 22 anni vanta già dieci reti con i Ticos e nell’ultima stagione, giocata in Grecia con l’Olympiakos, è definitivamente esploso. Mancino naturale, potrebbe essere una delle stelle future del calcio mondiale. Curiosità: prima del Mondiale si era lamentato su Twitter (profilo molto attivo @joel_campbell12) perché, comprando l’album dei Mondiali e 100 pacchetti di figurine, non era comunque riuscito a trovare la figurina che lo rappresentava.

All’esordio ha asfaltato l’Uruguay

La prima gara deve essere d’esempio per l’Italia. La ben più quotata Uruguay ci ha rimesso tre punti e tante probabilità di passare il turno. Sovrastati fisicamente, i sudamericani hanno abdicato con un 3-1 e sono sembrati nettamente inferiori rispetto a una Nazionale brillante e ben organizzata. Ah, e nell’Uruguay giocava gente del calibro di Cavani, Godin, Forlan, Lugano e Caceres. Tutta gente che nell’ultimo Mondiale in Sudafrica ha chiuso al quarto posto.

Nelle qualificazioni ha fatto più punti del Messico

Nel gruppo centroamericano di qualificazione a Brasile 2014, la Costa Rica ha chiuso seconda. Un biglietto da visita migliore non potevano presentarlo i centroamericani, capaci di battere Usa e Messico e di strappare il pass mondiale con largo anticipo. Dopo le prime due fasi, superate in modo brillante, i Ticos nell’ultimo girone hanno rischiato di eliminare il Messico, spedendolo allo spareggio con la Nuova Zelanda, dopo lo 0-0 dell’Azteca. La formazione centroamericana occupa il 28° posto nel Ranking Fifa, un piazzamento di assoluto prestigio, che testimonia la costante crescita dell’intero movimento calcistico.

(Enrico Turcato, via Wired.it)

Foto Danilo Borges@Wikimedia

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