SDKU in crisi, dopo Dzurinda e Miklos altri dirigenti pensano di lasciare

Dopo l’ex Premier Mikulas Dzurinda e l’ex Ministro delle Finanze Ivan Miklos, l’Unione slovacca cristiano-democratica (SDKU-DS) sta perdendo altri nomi di spicco del partito. Dzurinda era stato il fondatore di SDKU nel 2000, e ne era stato il presidente fino al 2012, quando si dimise in seguito al tracollo delle elezioni parlamentari che aveva visto il suo partito passare da un abbondante 15% ottenuto nel 2010 (che gli garantiva il posto di leader nel centro-destra) a un risicato 6%, poco sopra la soglia di sbarramento. Dzurinda aveva detto che, nonostante non condividesse la linea del partito dopo l’avvento come leader di Pavol Freso, confermato pochi mesi fa governatore della Regione di Bratislava, aveva deciso fino ad ora di non intervenire, cosa però non più possibile. E aveva avvertito che oltre a loro due c’erano altri parlamentari e membri influenti di SDKU che non erano soddisfatti della politica intrapresa dalla nuova leadership.

Secondo le informazioni dell’agenzia Tasr, diversi altri personaggi della direzione di SDKU sembrano considerare le dimissioni, da farsi nel giro di pochi giorni. Tra di loro vi sono Jozef Mikus, Martin Fedor e Ivan Stefanec, quest’ultimo neoeletto all’Europarlamento come capolista SDKU appena il mese scorso.

Negli ultimi mesi il partito aveva perso altri tre deputati – Magda Vasaryova, Lucia Zitnanska, e Miroslav Beblavy – passati nelle fila degli indipendenti. La Zitnanska, ex Ministro della Giustizia, ha poi deciso di entrare nel partito Most-Hid, dove è stata eletta vicepresidente.

La ragione di questo malcontento starebbe nella scarsa attenzione di Pavol Freso nei confronti dei singoli membri del partito, nonché delle decisioni prese dal Presidium del partito.

Dzurinda e Miklos hanno contribuito a portare la Slovacchia all’interno dell’Unione europea e della Nato. Miklos, da Ministro delle Finanze, aveva dato il via alla riforma fiscale che dieci anni fa aveva inaugurato l’imposta unica al 19% – valida sia per l’Iva che per le imposte sui redditi, indifferentemente che si trattasse di redditi d’impresa o di persona fisica. Solo l’anno scorso il governo Fico ha abrogato il tasso unico d’imposta, introducendo aliquote poco superiori per i contribuenti più ricchi e le imprese, giustificando la mossa con la necessità di una stretta sul bilancio al fine di riportare il deficit in linea con i dettati UE.

Le ultime fughe mettono anche il partito nella condizione di non poter più avere un proprio gruppo parlamentare, per il mantenimento del quale occorrono non meno di 8 deputati. Degli 11 deputati ottenuti da SDKU nel 2012, ora ne rimangono soltanto 6.

(La Redazione)

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