Petizione contro la potenziale vendita di riserve idriche slovacche all’estero

Una petizione online è stata lanciata dal deputato Igor Hrasko del partito Gente Comune e Personalità Indipendenti (OLaNO) contro l’adozione in Parlamento di un emendamento alla legge sulle acque. Il disegno legge proposto dal Ministro dell’Ambiente Peter Ziga (Smer-SD) è stato approvato dal governo il 4 giugno scorso. Se passa questo provvedimento, il governo avrà il potere esclusivo di limitare o vietare le esportazioni di acqua dalla Slovacchia.

Hrasko, che teme una privatizzazione silenziosa delle riserve d’acqua potabile del Paese, chiede che prima venga fatto un approfondito studio sulla quantità e localizzazione delle riserve d’acqua e che tipo di effetto hanno sul riscaldamento globale. Egli teme che le nuove regole compromettano l’approvvigionamento idrico pubblico e portino ad aumenti dei prezzi dell’acqua. Una simile petizione era stata lanciata dalle organizzazioni ambientaliste, che da tempo tengono alta l’attenzione sulla questione.

Considerando che la Commissione europea ha recentemente deciso che l’accesso all’acqua costituisce un diritto umano (come sostenuto anche da una iniziativa civile firmata da oltre un milione di cittadini europei), è bizzarro che il governo slovacco abbia deciso di procedere in netto contrasto con l’orientamento in Europa, ha chiosato il suo compagno di partito Jozef Viskupic.

Il ministero smentisce le accuse di privatizzazione nascosta delle risorse idriche, e asserisce che tale pratica è anche vietata dalla Costituzione, secondo la quale le fonti d’acqua appartengono allo Stato.

Ieri, dopo la seduta dell’esecutivo, il ministro ha detto ai media che le società di gestione idrica hanno capacità di acqua in eccedenza a loro disposizione che potrebbero essere esportate. Le suddette società hanno partecipato al processo di elaborazione della normativa passata dal governo, ma non hanno espresso alcun interesse ad esportare l’acqua, secondo Ziga. Il suo emendamento alla legge sulle acque, ha ribadito, definisce l’acqua come risorsa strategica e introduce il regolamento per la sua esportazione, una mossa dettata, secondo lui, a prepararsi al momento in cui la domanda globale di acqua salirà alle stelle a causa del riscaldamento globale. Ziga ha detto che il governo, che sarà l’unico soggetto abile a fornire il permesso di esportazione dell’acqua, rilascerà soltanto licenze limitate nel tempo. Il provvedimento unifica nella normativa sia le acque potabili che quelle minerali, prima di competenza del Ministero della Salute.

(Red)

Foto PhilippePut@flickr

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