Andrej Kiska è il nuovo Presidente della Repubblica Slovacca. Prima visita estera in Ungheria

Domenica 15 giugno 2014 poco dopo le 12:00 Andrej Kiska, imprenditore milionario, ha prestato giuramento come nuovo Presidente della Repubblica davanti alla presidente della Corte Costituzionale Iveta Macejkova. L’evento si è tenuto presso il palazzo della Filarmonica slovacca – chiamato Reduta – con questa formula di giuramento: «Prometto sul mio onore e la mia coscienza che sarò fedele alla Repubblica Slovacca. Mi occuperò del benessere della nazione slovacca, delle minoranze nazionali e dei gruppi etnici che vivono in Slovacchia. Onorerò i miei doveri nell’interesse del pubblico, e osserverò la Costituzione e le altre leggi. Lo prometto». Ha poi letto le altre frasi prescritte in questa occasione dalla Costituzione della Repubblica Slovacca. Macejkova lo ha poi riconosciuto ufficialmente Presidente, il quarto da quando, nel 1993, venne eletto Michal Kovac (1993-1998) in una neonata repubblica indipendente. Lo hanno poi seguito nel ruolo Rudolf Schuster (1999-2004) e Ivan Gasparovic (2004-2014), l’unico finora ad ottenere un secondo mandato.

Il mandato di Kiska, della durata di cinque anni, si concluderà il 15 giugno del 2019. Kiska è il primo Presidente della Slovacchia a non aver mai fatto attività politica prima della sua elezione, avvenuta lo scorso 29 marzo con la vittoria al ballottaggio contro l’attuale Primo ministro Robert Fico (60% contro 40%). A sostenerlo al secondo turno un grande schieramento di partiti del centro-destra oggi all’opposizione.

 Palazzo Grassalkovic, sede del Presidente della Repubblica Slovacca

Pur avendo un ruolo piuttosto limitato e in gran parte di rappresentanza, il presidente della Slovacchia è il capo supremo dello Stato, sia dentro che fuori dal paese, e funge da comandante in capo dell’esercito slovacco. Tra i suoi poteri costituzionali vi sono la nomina del primo ministro, di tre giudici della Corte Costituzionale e tre membri del Consiglio giudiziario. Il presidente può anche porre il veto alle leggi approvate dal Consiglio Nazionale – Parlamento – (ma non agli emendamenti costituzionali approvati da maggioranza qualificata). Il suo veto può essere bypassato se il Consiglio Nazionale approva nuovamente a maggioranza lo stesso provvedimento.

Tra i suoi compiti costituzionali vi sono la firma delle leggi, la nomina dei ministri su raccomandazione del primo ministro e la nomina di vari altri funzionari statali: generali, professori, magistrati, rettori, procuratori e simili. Il presidente può concedere la grazia su raccomandazione del ministro della giustizia.

Diversamente dalle abitudini radicate di presidenti e primi ministri, l’attualità più stringente ha costretto il nuovo eletto a rinunciare alla sua prima visita all’estero a Praga. Il vertice dei presidenti che si tiene oggi a Budapest, negli ultimi giorni di presidenza ungherese del gruppo V4 (che passerà alla Slovacchia), ha infatti richiesto la presenza di Kiska al fianco dei suoi colleghi di Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria. Presente come invitato anche il Presidente della Germania Joachim Gluck. Su invito del suo omologo ungherese Janos Ader, Kiska ha preso parte stamane a una commemorazione delle vittime della repressione della Rivoluzione ungherese del 1956.

(La Redazione)

Foto: prezident.sk e J.Ramon Rodriguez Sosa@Wikimedia

 

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