Ministro dei Trasporti Malatinskty: Enel vende? Non sappiamo niente

Scrive questa mattina il quotidiano Sme che Enel potrebbe decidere di vendere il suo 66% nel produttore di energia elettrica Slovenske Elektrarne ai russi. Una eventualità ragionevole che del resto era balenata anche a noi l’altro ieri quando abbiamo appreso del maxi prestito russo di 870 milioni di euro alla società slovacca.

Il nuovo ad del gruppo Enel Francesco Starace aveva annunciato pochi giorni fa della possibile vendita di alcuni asset non più strategici all’estero, e tra di essi anche la controllata slovacca. Il piano di cessione, per una somma pari a 4,4 miliardi di euro da effettuarsi secondo Starace entro fine anno, servirebbe a ridurre il debito del gruppo, ma anche a concentrare il futuro dell’azienda nelle aree geografiche del mondo che promettono maggiore sviluppo e profitti. Anche il nuovo ceo della società slovacca, Luca D’Agnese, avrebbe ammesso ai media slovacchi che la vendita è effettivamente una delle opzioni.

Secondo Sme, sarebbe la compagnia energetica statale russa Rosatom il più probabile candidato all’acquisto, e proprio il prestito di 870 milioni ottenuto dalla russa Sberbank (dove lo stato russo ha la maggioranza) sarebbe tra le “prove indiziali” di questa opzione. L’importo del finanziamento è circa pari al costo del completamento della centrale nucleare di Mochovce, sottolinea Sme. Sempre il giornale aveva fatto notare il giorno prima che un’operazione del genere fatta da una sola banca non è usuale. Ad esempio, l’investimento di 200 milioni di euro della petrolifera Slovnaft per un nuovo impianto produttivo è stato finanziato da un pool di ben otto banche.

Sentito oggi (12 giugno), il Ministro dell’Economia slovacco Tomas Malatinsky ha ammesso di non avere nessuna informazione ufficiale sulla eventuale vendita della società elettrica. E se i russi mettono le mani anche sulla produzione elettrica slovacca, la cosa andrebbe ancora a peggiorare la già forte dipendenza energetica dalla Russia della Slovacchia. In ogni caso, pare che lo Stato, che detiene il 34% della società Slovenske Elektrarne attraverso l’agenzia di privatizzazione Fondo di proprietà nazionale (FNM), non abbia molti strumenti per contrastare la vendita della maggioranza delle azioni, anche se contrario a una cessione ai russi, se non forse influenzare in un certo modo il prezzo della transazione.

Slovenske Elektrarne è il maggior produttore di elettricità in Slovacchia, e il secondo nella regione centro-orientale dell’Europa. Possiede centrali elettriche di diverse tipologie, tra cui 35 idroelettriche, 2 nucleari, 2 termoelettriche, 2 fotovoltaiche per una capacità lorda di 5.739 MWe.

(La Redazione, Fonte Sme)

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