Livelli allarmanti di epatite negli insediamenti rom in Slovacchia

Secondo uno studio medico realizzato nelle regioni orientali della Slovacchia, c’è una recrudescenza allarmante di epatite B tra gli abitanti degli insediamenti rom. La malattia è stata riscontrata globalmente sul 12,5% dei rom che vivono in 12 insediamenti nella Slovacchia orientale, e addirittura il 53% di loro ha il virus attivo nei loro corpi o lo ha contratto in passato.

Pur aspettandosi dati statistici elevati, anche i medici sono rimasti sorpresi da questi livelli, che sono paragonabili a quelli di paesi extraeuropei con una qualità di vita tra le più basse al mondo. Il rischio è, secondo il coordinatore dello studio Peter Jarcuska, che il morbo possa diffondersi fuori dagli insediamenti rom, passando al resto della popolazione.

Lo studio non ha riguardato solo la condizione sanitaria dei rom, ma anche il loro stato socio-economico. Quasi il 90% di loro hanno la sola istruzione elementare, molti non hanno un lavoro. La metà non ha acqua corrente, servizi igienici e bagni. Il 20% delle famiglie non ha l’elettricità.

Altri studi condotti in precedenza hanno dimostrato come gli uomini rom in Slovacchia hanno un’aspettativa di vita di 7,5 anni in meno rispetto alla maggioranza della popolazione, mentre le donne rom vivono 6,6 anni in meno delle donne slovacche.

Una semplice vaccinazione contro l’epatite B della popolazione rom tra i 16 e i 45 anni di età potrebbe ridurre a un costo risibile il verificarsi del morbo e di malattie correlate, come la cirrosi e i tumori del fegato, il cui trattamento è molto costoso.

(Fonte rsi.RTVS.sk)

Foto matýsek@flickr

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