Ucraina: è tregua del gas, ma non delle armi

L’Ucraina paga. Paga economicamente, almeno parzialmente, il suo debito con Gazprom, posticipandone l’ultimatum e guadagnando una settimana per discutere un nuovo accordo. Paga umanamente, un prezzo in vite umane che si poteva evitare, in una battaglia da cui tutti sembrano uscire sconfitti. Il prezzo economico, ieri, l’ha confermato Gazprom: 786 milioni di dollari, 584 milioni di euro. Il prezzo per le forniture di febbraio e marzo. Circa un quinto dei pagamenti che Gazprom pretende da Naftogaz per scongiurare l’opzione “pagamento anticipato”, il pagamento a inizio mese delle forniture mensili previste.

Prezzo che invece per Yatsenyuk, premier ucraino in carica, è l’intera somma non contestata, quella che Kiev è d’accordo nel dover saldare, mentre per il restante ammontare sembra sempre più probabile il ricorso ad un arbitrato internazionale (Corte di Stoccolma), perché “l’Ucraina non accetterà mai il prezzo russo”. Il disaccordo sul prezzo ha le radici nel discusso accordo Thymoshenko-Gazprom del 2009 (prevedeva anche un volume fisso), che fissava il prezzo a 485 $ per 1000 metri cubi di gas, più alto di quello pagato da tutti i Paesi UE: la Germania paga sui 400 $, i Paesi dell’est cifre inferiori. Prezzo che ha regolato le forniture fino alla vigilia del vertice di Vilnius, quando Mosca, per spingere Yanukovich a boicottare l’Accordo di Associazione con l’UE, lo portò a 268,50 $ per 1000 metri cubi (prezzo favorevolissimo). Uno sconto che Mosca ha revocato a partire dal 1°aprile, dopo le vicende di Euromaidan e la fuga di Yanukovich, tornando ai 485 $ dell’accordo del 2009.

Kiev, che non accetta la revoca, continua a calcolare i suoi debiti col prezzo di saldo, dando mandato a Naftogaz di procedere al pagamento della sola somma non contestata. Un pagamento accompagnato da una proposta a Gazprom, volta a rinegoziare prezzi, pagamenti e volume. Gazprom si è detta disponibile a ridiscutere gli accordi, ma solo dopo aver ricevuto gli altri pagamenti arretrati. Intanto ha concesso una proroga, fino al 9 giugno non attuerà le contromisure minacciate. La discussione potrà proseguire, in vertici trilaterali che hanno coinvolto e coinvolgeranno anche l’UE, parte direttamente in causa. Dal territorio ucraino transita infatti il 15% dell’intero volume di gas consumato annualmente in Europa.

[… continua …]

Prosegui la lettura su RivistaEuropae.eu.

Foto wikimedia commons

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google