Il Parlamento slovacco passa la nuova legge elettorale

Secondo la nuova legge elettorale della Slovacchia, emendata dal Parlamento giovedì scorso, i partiti potranno spendere per le campagne elettorali non più di 3 milioni di euro. Il limite di spesa per i candidati alle elezioni presidenziali sarà di 500.000 euro, lo stesso per i candidati alle elezioni comunali e regionali. Tutti saranno tenuti a rivelare non solo quanti soldi hanno speso, ma anche da dove viene il denaro utilizzato. Chi sfora il tetto sarà sanzionato con multe che tuttavia rimangono nell’ordine di poche migliaia di euro.

La supervisione del finanziamento delle campagne elettorali sarà effettuato da una apposita Commissione statale per le elezioni e per il controllo del finanziamento ai partiti. La revisione della legge introduce l’obbligo per i partiti dei cosiddetti conti bancari trasparenti, ai quali il pubblico avrà accesso. I partiti politici dovranno così gestire i fondi per la campagna elettorale in un conto bancario separato, da rinnovarsi ad ogni elezione, le cui operazioni dovranno essere pubblicamente visibili su internet. Stesse regole per i candidati presidenziali e per i candidati indipendenti in altre elezioni. I partiti politici dovranno inoltre informare i cittadini sui costi della campagna sotto forma di relazione finanziaria finale.

La Commissione che supervisionerà il flusso di denaro di candidati e partiti sarà composta da quattordici membri, cinque nominati dalla coalizione di governo, cinque dall’opposizione, in proporzione al numero dei mandati ottenuti nelle elezioni. Gli ultimi quattro membri saranno nominati dai capi di Corte Costituzionale, Corte Suprema, Ufficio del Procuratore generale e Corte dei Conti (NKU).

È stata poi ampliata la portata della moratoria di 48 ore per tutti gli appuntamenti elettorali, cosa che oggi è osservata solo in certi casi. Ed è stato introdotto un divieto di pubblicare sondaggi di opinione che hanno per tema le elezioni a partire da due settimane prima del voto.

Chi aspira a diventare sindaco, inoltre, dovrà quanto meno avere istruzione di scuola media secondaria – dunque la maturità, un’idea sostenuta, pare, dalla grande maggioranza dei comuni membri di ZMOS – l’Associazione delle città e villaggi slovacchi. Oggi ci sono sindaci, per lo più nei villaggi a grande maggioranza rom, che sono analfabeti. Quest’ultima norma è stata criticata dal deputato indipendente, ex ministro e leader di NOVA Daniel Lipsic per la sua eventuale incostituzionalità. La gente in una democrazia ha il diritto di scegliere chi vuole per le cariche elette direttamente dai cittadini. Il che include anche candidati analfabeti. Lipsic biasima l’emendamento per non aver fatto altro che “cosmesi”. In realtà erano altri i temi da affrontare, a suo parere, come quello degli slovacchi all’estero.

La nuova legislazione è prevista entrare in vigore dal mese di luglio 2015, dunque dopo le elezioni comunali previste in tutta la Slovacchia questo autunno.

(La Redazione)

Foto nrsr.sk

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