Dolce Vitaj: i commenti dell’ambasciatore Martini e della direttrice dell’IIC Antonia Grande

A una manciata di giorni dall’apertura del settimo Dolce Vitaj, l’Ambasciatore d’Italia in Slovacchia Roberto Martini ha confessato la sua soddisfazione per la ricchezza del programma del festival, che si svolgerà come da tradizione nel corso del mese di giugno, con un allungamento nel mese di luglio, complice la Presidenza dell’Unione europea che toccherà all’Italia dal 1° luglio.

«Guardando ora il catalogo», ci ha detto Martini martedì dopo la conferenza stampa di presentazione dell’evento, «mi accorgo veramente che spazia dalla musica classica alla musica contemporanea, dall’arte contemporanea all’arte visiva, al cinema, all’enogastronomia, insomma un po’ tutti gli aspetti e colori dell’Italia».

A suo parere, dell’offerta del festival italiano gli slovacchi apprezzeranno sicuramente gli appuntamenti musicali: in campo culturale, «ho notato che gli slovacchi danno alla musica un posto peculiare. Quando sono arrivato a Bratislava due anni fa ho apprezzato subito quanto è importante in Slovacchia la musica. Stiamo parlando di una capitale, Bratislava, che ha due teatri d’opera e una filarmonica, oltre all’auditorium della Radio nazionale e tantissime altre sale da concerti, una cosa abbastanza rara e importante che dimostra un’attenzione molto alta per la musica». Mi ricorda, solo per fare un esempio, ha detto, Siena (sua città d’origine). «Siena, pur essendo una piccola città con appena 60mila abitanti, ha un’istituzione musicale prestigiosa e conosciuta in tutto il mondo come l’Accademia Chigiana». La musica è un ottimo punto di incontro tra le nostre culture, ha sottolineato l’Ambasciatore, «sia per i giovani che per le generazioni più adulte, e di ogni classe sociale. Ma, oltre alla musica, altro elemento che riscuoterà sicuro interesse negli slovacchi è, «ovviamente, anche la gastronomia».

Di simile avviso anche la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) a Bratislava, Antonia Grande: gli slovacchi sono «sicuramente degli amanti della musica in generale. Qui frequento tantissimi concerti e vedo che hanno una conoscenza musicale approfondita – anche il pubblico non melomane. È per questo che noi cerchiamo di fare proposte accurate e attente, tenendo in considerazione il pubblico che abbiamo di fronte».

Martini ci ha detto con orgoglio che avere un festival italiano in Slovacchia dà all’Italia un prestigio particolare, è un vero privilegio. «È importantissimo, sia per il nostro Paese che per gli studenti e gli amanti della cultura slovacchi, poter fare una full immersion nel patrimonio antico e nella produzione culturale contemporanea italiana, entrambi ricchissimi», ha evidenziato.

Antonia Grande, dal canto suo, si dice soddisfatta del programma nel suo complesso con «iniziative che possono accontentare tutti i gusti. Certo, la collaborazione con Film Europe [per il festival italiano Cine Vitaj] è stata un’iniziativa di grande successo. Tanto lavoro, e fino alla fine non eravamo così certi di riuscire a raggiungere questo ottimo risultato». A proposito di Cine Vitaj, le chiediamo:  ci ha molto incuriosito il fatto che ad aprire la rassegna di 13 pellicole italiane (che dopo la capitale andranno in tour in altre undici località del Paese) siano due film ispirato al famigerato G8 di Genova [si tratta di Black Block e di Diaz di Daniele Vicari]. È una scelta coraggiosa, perché presenta un’Italia che vorremmo forse dimenticarci, un’Italia oscura… «Ci ho pensato anche io, perché è mio dovere promuovere il meglio e non il peggio dell’Italia. Questo è un dibattito che spesso abbiamo anche tra colleghi. Di questi tempi, tuttavia, ritengo che nascondere gli aspetti oscuri [dell’Italia] sia controproducente. Ormai in questo mondo globale tutti sanno tutto di tutti, più o meno. Per onestà intellettuale, se siamo consapevoli del nostro valore, della nostra ricchezza e della nostra cultura, non dobbiamo avere paura di mostrare anche gli aspetti più negativi [della nostra storia recente]», ci ha detto la direttrice. «Come dire… abbiamo anche la mafia, ma non possiamo dire che non esiste. Abbiamo anche aspetti di criminalità che non possono essere disconosciuti. Questi film fanno parte di un pacchetto completo proposto da Film Europe, e io non mi sentivo di operare censure dal punto di vista deontologico e intellettuale. Non mi pareva una scelta opportuna. Confido nel fatto che un pubblico intelligente non cambierà idea sull’Italia dopo aver visto questi film, anzi, potrebbe anche succedere il contrario, apprezzando la nostra onestà e stimando maggiormente gli italiani».

Antonia Grande ripercorre il lavoro fatto dall’Istituto per la costruzione del programma. «È stato faticoso mettere insieme tante iniziative in un mese, un mese e mezzo, e pure di mettere insieme tutti i partner, ma riuscire ad arrivare a presentare il programma a pochi giorni dall’avvio del festival ripaga di tutte le fatiche». Alla conferenza stampa erano davvero numerosi i giornalisti presenti, facciamo notare. È vero, ci conferma raggiante la direttrice dell’IIC, «c’erano anche la tv e la radio nazionale. Siamo molto contenti. Con la stampa è sempre un terno al lotto, se non c’è il VIP difficilmente si presentano. Ora vedremo cosa dice il pubblico».

Un evento che entrambi, Martini e la Grande, hanno tenuto a ricordare è il concerto di inaugurazione del semestre di Presidenza italiana dell’UE. L’ambasciatore ci ha già anticipato che saranno due i concerti che segneranno avvio e conclusione del semestre, entrambi di compositori italiani contemporanei, due nomi affermati della scena musicale italiana. Le ricerche sul suono di Roberto Cacciapaglia risuoneranno nell’auditorium della Radio slovacca il 3 luglio, mentre un altro compositore noto anche all’estero, Francesco Giammusso, che già si esibì al G8 dell’Aquila, arriverà in Slovacchia l’11 dicembre prossimo.

Antonia Grande evidenzia di aver messo il suo «massimo impegno professionale in tutte le iniziative del programma, in tutte le proposte che abbiamo preparato nelle quali credo fermamente, dal cinema alla musica, dalla classica al nu-jazz, alle mostre, eccetera, ma se devo operare una scelta … allora non posso non rilevare l’importanza del concerto di Cacciapaglia», che, aprendo la Presidenza europea dell’Italia «rappresenta la punta di diamante del festival, anche per l’esperimento coraggioso di prolungare il programma nel mese di luglio». Ricorda poi «la mostra di giovani artisti italiani che sarà esposta a Zilina, una rassegna organizzata in collaborazione con il Ministero degli Esteri italiano, che ha già circuitato anche in Sud America». Ogni evento, in ogni caso, «rappresenta comunque una storia di fatica e di successo. Ce l’abbiamo messa tutta e speriamo che anche il pubblico apprezzi e si diverta», conclude la Grande.

Tutti gli appuntamenti del Dolce Vitaj 2014 sono dettagliati sul sito dedicato o sul sito dell’IIC Bratislava.

(Pierluigi Solieri)

Foto Roberto Martini e Antonia Grande (a destra) – Z.Hanout / IIC

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