Dibattito europee: per combattere l’astensione permettere il voto ai candidati e non ai partiti

Il Premier Robert Fico ha detto lunedì che il record negativo di affluenza (13,05%) che la Slovacchia ha registrato in queste elezioni europee, la più bassa in tutta l’UE, e ormai per la terza volta di fila, richiede un dialogo aperto tra i partiti politici e le istituzioni di Bruxelles. Questo ha aperto la discussione sul tema, alla quale già diversi politici hanno partecipato.

La soluzione potrebbe consistere in un cambiamento delle regole per le elezioni europee, per renderle più appetibili agli elettori. Alcuni credono che la gente potrebbe essere aiutata a rianimare il proprio interesse se si potessero votare le facce piuttosto che i partiti.

Richard Sulik, leader di Libertà e Solidarietà (SaS) eletto sabato insieme ad altri dodici slovacchi al Parlamento europeo, ha detto alla Radio Slovacca di essere d’accordo con questa idea: con un numero così basso di deputati da eleggere (sono 13 gli europarlamentari che spettano alla Slovacchia), le personalità possono essere elette direttamente. Monika Flašíková-Beňová (rieletta per Smer-SD con il secondo numero più alto di preferenze – dopo il collega Šefčovič – a livello nazionale), condivide questo punto di vista, e dice che bisognerebbe copiare dalle elezioni comunali, nelle quali i sindaci sono eletti direttamente. Nello stesso modo, del resto, sono eletti il capo dello Stato e i governatori delle regioni.

Il parlamento slovacco sta lavorando a un progetto di modifica della legge elettorale, che unificherebbe le regole per diverse elezioni, ma che non include modifiche per l’elezione degli eurodeputati. L’attuale sistema permette agli slovacchi di votare i partiti politici per le elezioni del Parlamento europeo, aggiungendo eventuali voti di preferenza a singoli candidati.

(La Redazione)

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