No Olimpiadi 2022. Cracovia boccia l’ipotesi e la Slovacchia perde un’occasione

Le speranze slovacche di ospitare le Olimpiadi invernali del 2022 insieme alla Polonia hanno subito un colpo mortale durante il fine settimana, quando un referendum tra i residenti di Cracovia, città candidata ai giochi, ha mostrato la volontà contraria alla candidatura olimpica della grande maggioranza dei cittadini (oltre due terzi).

Di conseguenza, Cracovia, seconda città della Polonia, ha annunciato ieri (lunedì) di aver ritirato la sua offerta per organizzare i Giochi Olimpici Invernali nel 2022, una parte delle cui gare avrebbero dovuto tenersi in Slovacchia.

L’affluenza al referendum, che si è svolto nel corso delle elezioni per il Parlamento europeo, ha raggiunto il 35,96%, quota che rende il voto valido e vincolante (serviva almeno il 30%).

La Slovacchia non era candidata, ma semplicemente partner di Cracovia, e avrebbe dovuto organizzare gare di sci alpino e il torneo di hockey su ghiaccio. Il capo del Comitato olimpico slovacco Frantisek Chmelar ha detto, secondo Reuters, che probabilmente sono stati i 50 miliardi di dollari spesi da Putin a Sochi quest’anno a spaventare i vicini polacchi. E il timore, forse, che alcune delle infrastrutture necessarie per ospitare i Giochi (in particolare, un’arena per il curling, uno sport a malapena praticato in Polonia) possano poi diventare delle cattedrali nel deserto una volta passata l’euforia olimpica. Ma un’opportunità del genere non capiterà così presto in centro-Europa

Secondo le attese polacche, le Olimpiadi avrebbero dovuto portare investimenti per ler infrastrutture per 6,6 miliardi di euro. Il Ministro dello Sport polacco ha detto che il referendum ha fatto perdere un’opportunità non solo alla regione di Cracovia, ma all’intero paese.

Già altre città si erano ritirate di recente: Stoccolma, preoccupata per i costi e l’impatto ambientale; Monaco di Baviera e la svizzera St Moritz che non hanno nemmeno concluso di preparate le proprie candidature dopo due referendum che le hanno sonoramente bocciate.

Con Cracovia e le altre fuori dal giro, rimangono solo quattro città in lizza: Almaty (Kazakistan), Pechino (Cina), Oslo (Norvegia) e Lviv (Ucraina), con quest’ultima che, indebolita dalla situazione economica e politica nel paese, sarà probabilmente la prossima a lasciare. E anche Oslo avrebbe problemi con una forte opposizione pubblica e politica.

Il comitato esecutivo del Comitato olimpico internazionale (CIO) selezionerà i contendenti finali nel luglio 2015.

(La Redazione)

Foto kpredaja@flickr

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