UE, Energia: accelerazione sull’unione energetica europea

Si è conclusa [l’altro] ieri a Bruxelles la sessione finale della High-level conference “Paving the way for a european energy security”, la conferenza sulla sicurezza energetica in Europa. Dopo una breve introduzione del Commissario all’Energia Gunther Oëttinger, ha preso la parola José Manuel Barroso. Il Presidente, nel suo discorso, ha voluto subito affrontare con toni duri la vicenda Ucraina. Dapprima ha sottolineando come essa rappresenti un serio pericolo per l’Europa – arrivando persino a citare la cortina di ferro – e in seguito ha proseguito affermando che a Bruxelles si predilige la “rule of law” rispetto alla “rule of force”. Un palese riferimento a Putin. Barroso ha poi detto molto chiaramente che l’Unione Europea può uscire da questa impasse ucraina solamente in un modo: unita.

Il Presidente successivamente ha sottolineato come negli anni passati siano stati numerosi gli avvertimenti lanciati dalla Commissione in merito alla sicurezza energetica, ma come essi siano stati poco ascoltati. A suo parere, l’attenzione generale era rivolta ad un problema in quel momento più scottante, ovvero la crisi finanziaria. Tuttavia, adesso l’emergenza più preoccupante per Bruxelles riguarda proprio la sicurezza energetica. Secondo Barroso è necessario un ulteriore passo avanti verso l’indipendenza da Mosca e l’unico modo per compierlo è attraverso una maggiore cooperazione degli Stati membri.

Il Presidente della Commissione ha poi ricordato come le crisi energetiche avvenute dal 2006 al 2009 siano state un serio monito per l’UE. Da quel momento – ha aggiunto – la Commissione ha fatto molto, soprattutto incoraggiando i Paesi membri a migliorare la loro efficienza energetica, seguendo gli obbiettivi prefissati per il 2020.

Tuttavia, per Barroso l’efficienza energetica non è l’unico strumento con cui poter diminuire la dipendenza da Mosca. Sarebbe infatti opportuno sfruttare le risorse di petrolio e gas presenti in Europa, spingendosi soprattutto verso i nuovi giacimenti scoperti nel Mediterraneo dell’Est, non ancora utilizzati, e prendendo anche in considerazione l’utilizzo dello shale gas presente nel sottosuolo di alcuni dei Paesi membri. Barroso ha poi concluso il suo discorso sottolineando con fermezza come l’energia possa essere il volano con cui arrivare ad una maggiore integrazione europea, citando la medesima funzione che ebbe la CECA a suo tempo.

La parola è passata a Donald Tusk, uno dei principali promotori di un’unione energetica europea. Tusk ha voluto subito chiarire come la dipendenza da Mosca non sia solamente un problema legato all’attuale crisi ucraina. La sicurezza energetica europea, infatti, è fondamentale anche perché è in grado di influenzare Bruxelles in altre delle sue sfere d’azione. La prima è relativa alla debolezza della politica internazionale dell’Unione, evidenziata ancora una volta dai fatti di Kiev e che ha impedito, secondo lo stesso Tusk, di emanare sanzioni più severe verso Mosca. In secondo luogo, la dipendenza dalla Russia restringe notevolmente anche il potere economico dell’UE.

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Foto garryknight@flickr CC-BY-SA Condividi stesso modo

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1 Commento

  1. I piani per 13 milioni di posti in energia allargata UE-28 ci sono,possiamo risolvere il dramma energetico ucraino in tempi brevi.Basta rivedere l’ootimo concetto tedesco di Energie Wende in Wasser Energie Wende dove utilizziamo al meglio le vie d’acqua,il mare e le rinnovabili ,passando ad una massiccia produzione phs hydro power to syngas.Pier Luigi Caffese con i francesi Lemperiere e il tedesco Steffen ne sono i progettisti europei e dare 13 milioni di posti.Bisogna investire 50 miliardi annui per 10 anni.Poi saremo indipendenti con un pil di 2500 miliardi e 5 milioni di jobs diretti e 8 milioni jobs indiretti in agricoltura-mare.Non ci servono piu’ le trivellazioni,ma ci servono invece 10.000 turbine annue per syngas,wind,sea,solar,biomass e passare alle alte temperature.Chi ha il nucleare ci passa subito,ma con l’acqua-mare nel nuovo step marino o marine phs ci passiamo lo stesso.

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