Slovenské Elektrárne, cambio al vertice, Luca D’Agnese sostituisce Ruzzini

L’assemblea generale di Slovenské Elektrárne che si è riunita il 30 aprile scorso, oltre ad approvare i conti per il 2013 dell’azienda, ha nominato nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione e Consiglio di Sorveglianza. Il CdA ha poi ha nominato come suo presidente e nuovo direttore generale della società Luca D’Agnese, che ha preso il timone dell’azienda il 1° maggio in sostituzione di Paolo Ruzzini. Ruzzini lascia la Slovacchia dopo aver svolto negli ultimi 8 anni le funzioni che oggi assume D’Agnese, tra le quali anche quella di responsabile per lo sviluppo delle attività della società in Europa centrale.

A Ruzzini, che prese il timone di SE nel 2006, sono andati i ringraziamenti della società. In questi anni Slovenské Elektrárne è stata premiata numerose volte con riconoscimenti internazionali per le sue attività, dall’eccellenza operativa ai programmi di CSR.

Luca D’ Agnese arriva in Slovacchia dopo essere stato country manager e presidente di Enel Romania. Ha una vasta esperienza nella gestione aziendale nel settore energetico. È stato amministratore delegato di GRTN, il gestore italiano della rete di trasmissione, e in seguito direttore delle operazioni, responsabile della ricerca e dell’esecuzione degli investimenti di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale italiana, dopo la fusione con GRTN. Dal 2011 era alla testa di Enel Romania, il più grande investitore straniero nel settore elettrico in quel paese. È laureato in fisica presso l’Università di Pisa e ha conseguito un MBA presso INSEAD. Ha lavorato per 15 anni in McKinsey, diventando socio nel 1996 e specializzandosi nel settore delle utility.

Enel entrò nel capitale di Slovenské elektrárne nel 2006, quando lo Stato le cedette il 66% dell’ex produttore monopolista di energia elettrica per la somma record di 839 milioni di euro. SE è il più grande produttore di elettricità in Slovacchia (con 82% del totale) e il secondo nell’Europa centrale e orientale. Ha una capacità lorda di 5.739 MWe con un mix produttivo dove sono presenti fonti di energia nucleare, idroelettrica, fossili e rinnovabili. SE opera 35 centrali idroelettriche, 2 nucleari, 2 termoelettriche e 2 fotovoltaiche. La minoranza di SE in mano allo Stato è gestita dal Fondo di proprietà nazionale (FNM).

Durante il processo di acquisizione, Enel e il governo slovacco hanno concordato un piano di investimenti destinato a potenziare e migliorare l’efficienza e gli standard ambientali degli impianti SE in attività. Il piano includeva la nuova costruzione di due unità nucleari, le unità 3 e 4 presso la centrale di Mochovce (EMO), nella regione di Nitra, che è iniziata alla fine del 2008 con una spesa globale prevista nell’ordine dei 2,8 miliardi di euro. Le due unità avrebbero già dovuto essere attivate, ma diversi ritardi hanno procrastinato i lavori, e richiesto ulteriori risorse per circa un miliardo di euro, anche a causa della necessità di aggiornare i requisiti di sicurezza, un obbligo internazionale dopo il grave incidente accaduto a Fukushima nel 2011. Gli ultimi dati disponibili citano un investimento globale di 3,8 miliardi di euro, il più grande mai realizzato nel paese, e la data di entrata in produzione dei due reattori è stata fissata rispettivamente per la fine del 2014 e per il 2015.

(La Redazione)

Foto: Luca D’Agnese (seas.sk)

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