La Slovacchia si prepara a dipendere meno dalla Russia per energia e dotazioni militari

La Slovacchia intende diversificare i propri fornitori di energia e di materiale militare al fine di ridurre la dipendenza esclusiva dalla Russia in questo settore; lo dice una risoluzione strategica per il prossimo ventennio adottata dalla Commissione parlamentare per la Sicurezza. Secondo il deputato indipendente Daniel Lipsic il Ministero dell’Economia dovrà garantire in particolare la sicurezza delle forniture di combustibile nucleare, che è il problema più grande. La Slovacchia non dovrebbe avere grossi problemi con il gas naturale o il petrolio, ma il combustibile nucleare per le nostre centrali nucleari proviene esclusivamente dalla Federazione Russa, ha detto. Di minor importanza le questioni militari legate alla Russia. Secondo il Ministro della Difesa Martin Glvac, se anche i russi dovessero rifiutarsi di proseguire la manutenzione dei caccia Mig dell’aviazione slovacca, si potrebbe sempre raggiungere un accordo in questo senso con la Polonia. Oppure la Repubblica Ceca potrebbe aiutare la Slovacchia a proteggere il suo spazio aereo.

Il Ministero dell’Economia, secondo quanto affermato dal suo capo Tomas Malatinsky, sta preparando la diversificazione delle fonti di combustibile nucleare, una questione che non riguarda solo la Slovacchia, ma tutti gli stati che hanno centrali nucleari di questo tipo, per le quali i produttori sono solo russi. Al riguardo, sarà una commissione all’interno dell’Unione europea a discuterne per una strategia comune. Il problema non dovrebbe tuttavia essere così imminente: Malatinsky ha detto che le centrali nucleari slovacche possono essere in grado di operare senza nuove forniture di materiale fissile per circa un altro anno.

Va posta la necessaria attenzione anche a espandere la capacità di transito di petrolio greggio dell’oleodotto Adria, che diversifica le possibilità di approvvigionamento. Infine il gas: sarà necessario discutere di un’estensione dei contratti con i fornitori europei di gas in caso di crisi, ha sottolineato Malatinsky, nonostante la diversificazione delle fonti energetiche sia comunque una questione di lungo termine e non un processo che può essere fatto dall’oggi al domani.

A strategia energetica passata all’esame della commissione parlamentare includeva anche, tra gli altri, la costruzione di un terzo reattore presso la centrale nucleare di Jaslovske Bohunice (regione di Trnava) e dell’oleodotto Bratislava-Schwechat. Secondo il Ministro Malatinsky l’oleodotto, che ha ricevuto forti reazioni negative da parte di residenti del quartiere di Petrzalka e di organizzazioni ambientali, è un progetto prioritario di rilevanza europea. Ora la strategia dovrà passare al vaglio del Ministero dell’Ambiente per le conseguenti valutazioni di impatto ambientale.

(La Redazione)

Foto eustream.sk

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